.Nisargadatta Maharaj. La meraviglia è l'alba della sapienza

L’appercezione in cui tutto sorge, è questa la realtà. Un’appercezione pura e chiara, quella che chiamano l’occhio di Dio.Karl Renz

« La persona non- risvegliata vive nel suo mondo, la persona risvegliata vive nel mondo. » Andrew Cohen

Finché immagino "come dovrei essere", continuerò ad essere quello che sono ora.U.G.Krishnamurti

"Non troverai mai la verità se non sei disposto ad accettare anche ciò che non ti aspetti." Eraclito

Chi è pronto a dar via le proprie libertà fondamentali per comprarsi briciole di temporanea sicurezza non merita né la libertà né la sicurezzaBenjamin Franklin

In televisione non c'è la pubblicità, il mezzo televisivo è "solo" pubblicità.Dioniso 777


Upton Sinclair, “è difficile far capire qualcosa ad un uomo quando il suo stipendio dipende dal suo non capire”.


domenica 19 novembre 2017

Moriremo tutti ipertesi

Marcello Pamio - 18 novembre 2017 Fonte http://disinformazione.it
La stavo attendendo con trepidazione da molti anni e finalmente l’agognata revisione è arrivata.
Dopo ben due settenni le linee guida del JNC7 (settimo rapporto del Joint National Committee on Prevention, Detection, Evaluation, and Treatment of High Blood Pressure) per l’ipertensione decise dalle società scientifiche di cardiologia americane sono state ritoccate. Ovviamente in ribasso.
La nuova «soglia di normalità» è stata fissata a 120/80 mmHg.
Forse non tutti conoscono i valori soglia e pochi masticano i milligrammi di mercurio (mmHg), ma con questi nuovi criteri 1 americano su 2 rientrerà nella categoria degli ipertesi! Ennesimo e memorabile regalo alle lobbies del farmaco durante il recentissimo congresso dell’American Heart Association.
La pubblicazione delle nuove linee è avvenuta quasi in contemporanea su Hypertension e Journal of the American College of Cardiology.
Rispetto all’ultima edizione del 2003 del JNC scompare la categoria «pre-ipertensione», precedentemente indicata da valori di 120-139 mmHg per la sistolica e 80-89 mmHg e il livello di «normalità» non è più 140/90 ma addirittura 120/80.
Non tremano solo i polsi col battito arterioso, ma è tutto il mondo a tremare. Della serie tutti i pre-ipertensivi, cioè quelli col piede sull’ipertensione sono diventati di punto in bianco malati a tutti gli effetti.
Malati naturalmente da curare con le droghe.
Hanno già fatto dei conti: con il nuovo «valore di normalità» la schiera degli ipertesi schizzerà in su di un 14%, portando gli interessati solo negli States dal 32% al 46% della popolazione.
A triplicare saranno soprattutto gli ipertesi sotto i 45 anni, mentre le donne in questa fascia d’età raddoppieranno “soltanto”...
Su una popolazione di 320 milioni circa 150 milioni sono malati. Le industrie godono.
LA NUOVA CLASSIFICAZIONE
Oggi la pressione è «normale» se risulta inferiore a 120 su 80 mmHg.
- pressione elevata: sistolica 120-129 mmHg e diastolica < a 80 mmHg.
- ipertensione di Stadio 1: sistolica 130-139 mmHg o diastolica 80-89 mmHg.
- ipertensione di Stadio 2: sistolica ≥ 140 mmHg o diastolica ≥ 90 mmHg.
La nuova classificazione è una vera e propria ecatombe che non riguarderà solo l’America ma tutto il mondo, perché i parametri del Comitato JNC7 vengono poi accolti dall’intera comunità scientifica globale e applicati in tutti i paesi, Italia compresa.
Quindi anche qui da noi assisteremo ad una epidemia di ipertensione in persone sanissime e senza alcun problema cardiovascolare.
CONFLITTO D' INTERESSI
I «valori di normalità» vengono decisi da gruppi di medici, ricercatori, professori ed esperti, detti panel, che si riuniscono in un simposio o un congresso.
Sulle spalle di questi medici grava una responsabilità enorme, e cioè la salute di miliardi di persone, visto che i colleghi di tutto il mondo si baseranno sui parametri decisi da loro.
Per cui sarebbe molto importante sapere se coloro che decideranno se siamo «sani» o «malati» abbiano o meno collegamenti con le industrie che producono farmaci. Purtroppo li hanno sempre.
Partiamo dal capo del panel: il dottor Aram V. Chobanian ha ricevuto finanziamenti da Bristol-Myers Squibb, Boehringer Ingelheim, Merck, Pfizer e Pharmacia. Inoltre è stato consulente per Abbott, AstraZeneca, Bristol-Myers Squibb, GlaxoSmithKline, Merck, Pfizer e Pharmacia.
Il dottor Barry L. Carter del Comitato NCJ 7 è stato un consulente di Brystol-Meyer Squibb.
Il dottor William C. Cushman ha ricevuto finanziamenti da Astra-Zeneca, Merck, Pfizer, Aventis, dalla GlaxoSmithKline e Boehringer Ingelheim, e ha fatto da consulente per Bristol-Myers Squibb, Sanofi, GlaxoSmithKline, Novartis, Pfizer, Solvay, Pharmacia, Takeda.
Il dott. Joseph L. Izzo del Comitato Esecutivo è stato relatore di Boehringer-Ingelheim, Merck, Pfizer, Astra-Zeneca, Solvay, Novartis, Forest e Sankyo. Ha ricevuto finanziamenti da Boehringer-Ingelheim, Merck, Astra-Zeneca, Novartis, GlaxoSmithKline, ed è stato consulente per Merck, Astra-Zeneca, Novartis.
Altri due medici del Comitato Esecutivo, i dottori Daniel W. Jones e Barry J. Materson, figurano intrallazzati con le industrie. Il primo ha fatto il consulente per Pfizer, Bristol-Myers Squibb, Merck e Novartis, il secondo per Merck, GlaxoSmithKline, Novartis, Bristol-Myers Squibb, Pfizer, Pharmacia, Boehringer-Ingelheim e Solvay.
Anche la dottoressa Suzanne Oparil, sempre del Comitato Esecutivo, ha ricevuto finanziamenti da Abbott Laboratories, Astra-Zeneca, Aventis, Boehringer-Ingelheim, Bristol-Myers Squibb, Eli Lilly, GlaxoSmithKline, Novartis, Merck, Pfizer, Sanofi, GD Searle, Wyeth-Ayerst, Solvay. E’ stata consulente di Bristol-Myers Squibb, Merck, Pfizer, Sanofi, Novartis e WyethAyerst e tra le altre cose figura anche nel Consiglio di Amministrazione della Texas Biotechnology Corporation.
Il dottor James R. Sowers ha ricevuto finanziamenti da Novartis e Astra-Zeneca, mentre il medico Jackson T. Wright ha ricevuto onorari come relatore da Aventis, Bayer, Bristol-Myers Squibb, Merck, Norvartis, Pfizer, GlaxoSmithKline e Solvay e finanziamenti direttamente da Aventis, Bayer, Bristol-Myers Squibb, Merck, Norvartis, Pfizer, GlaxoSmithKline e Solvay. Puntualmente, come sempre accade, una buona parte degli esperti che decidono vita e morte delle persone non risultano scevri da conflitti di interessi economici e finanziari con le industrie che vendono farmaci!
I colleghi in camice bianco questo non lo sanno, e se anche lo sapessero lo ignorerebbero in automatico perché oggi non è permesso mettere in discussione il paradigma della Scienza ufficiale, quella «basata sull’evidenza», cioè quella fagocitata e controllata dalle lobbies.
Uno lo fa a proprio rischio e pericolo, perché verrà escluso dal Sistema oppure radiato.
L’altro grosso problema è il popolo-gregge.
Purtroppo la maggior parte delle persone prende per oro colato quello che simili Comitati decidono, anche perché è stato inoculato dentro l’inconscio collettivo che la prevenzione è fare esami diagnostici da mattina a sera (i cui parametri sono decisi da loro e sono sempre in ribasso).
Il risultato di questa diabolica strategia di marketing è che le persone saranno convinte di essere malate, anche quando non lo sono!
Attualmente centinaia di milioni di persone sanissime stanno prendendo farmaci tossici e pericolosi perché convinti dal Sistema (e dagli esami diagnostici che questo mette a disposizione) di essere ammalate.
Una volta lo schiavo aveva la catena al piede o era rinchiuso in una gabbia, ed era consapevole della propria condizione. Oggi le persone respirano e trasudano paura da ogni cellula, immersi tra esami, screening e visite mediche.
Moderni schiavi che non sanno di esserlo perché la catena e le sbarre sono nella loro mente.
Anagrammando e contestualizzando il grandissimo Goethe: il miglior suddito per il Sistema è lo schiavo che pensa di essere libero, mentre per l’industria farmaceutica il miglior cliente è il sano che pensa di essere ammalato…

Per maggiori informazioni sulla strategia di marketing che crea milioni di malati ogni anno, si rimanda al libro: “La fabbrica dei malati”.

venerdì 17 novembre 2017

I CECCHINI DAI PIAZZA MAIDAN. E IL SILENZIO DEL GIORNO DOPO.

 fonte https://www.maurizioblondet.it
Dove sono i giornalisti,tutti a Ostia. 

“Non avevamo molta scelta. Ci era stato ordinato di sparare sia sui Berkut, la polizia, sia sui dimostranti, senza far differenza. Ero totalmente esterrefatto. È andata avanti per quindici minuti…forse venti. Io ero fuori di me, agitato, sotto stress, Non capivo niente. Poi all’improvviso dopo 15, 20 minuti gli spari son cessati e tutti hanno messo giù le armi”.
Chi parla è  Alexander Revazishvilli:   ex tiratore scelto dell’esercito georgiano,  conferma di  essere stato  uno di quelli che hanno  sparato il 20 febbraio 2014 a piazza Maidan, allo scopo di creare il caos e precipitare il “cambio di regime” voluto dagli americani in Ucraina.  I cecchini  a Piazza Maidan ammazzarono oltre 80 persone, poliziotti e dimostranti  senza far distinzione.




Mamuka Mamulashvili consigliere militare di Saakashvili
Ora, grazie ad un’inchiesta del grande  e vero giornalista Gian Micalessin,  sappiamo che  gli sparatori erano georgiani e lituani, arruolati da Mamuka Mamulashvili, un consigliere militare dell’ex premier georgiano Saakashvili –   colui che nel 2008   ingaggiò una breve guerra guerreggiata con i russi, e  in cui fu sconfitto.
Serghey  Pashinsky, che oggi è presidente del parlamento di Kiev  e allora era un caporione dei  manifestanti,  è quello che  portato  all’Hotel   Ucraina, dove i cecchini erano muniti di passaporti falsi e mille dollari a testa  dall’organizzazione, avevano preso alloggio, le borse con le armi  “Sono stati loro a farle arrivare nella mia stanza”  – racconta  Nergadze, un altro tiratore georgiano.
Pochi giorni prima della strage, Mamualashvili  presenta ai tiratori scelti  “un tipo in uniforme..  lo presentò e ci disse che era un istruttore, un militare americano”. Il militare americano si chiama Brian Christopher Boyenger ed è un ex ufficiale e tiratore scelto della 101esima divisione aviotrasportata statunitense. “Eravamo sempre in contatto con questo Bryan – spiega Nergadze – lui era un uomo di Mamulashvili. Era lui che ci dava gli ordini. Io dovevo seguire tutte le sue istruzioni”.




Brian Christopher Boyenger,  cecchino della US Army’s elite 101st Airborne Division, ha  dato gli ordini ai tiratori di Maidan.
Questo Boyenger è uno  degli istruttori americani che hanno addestrato le reclute  ucraine; poi, ha preso parte direttamente alle ostilità sul fronte del Donbas, dove Mamulashvili ha  radunato una Legione Georgiana coi reduci delle guerricciole anti-russe in cui il georgiano Saakashvili è stato debellato.  Quanto a  Mamulashvili, in Georgia è stato un elemento del ministero dell’Interno,  “con ottime relazioni coi media che  lo collegano all’ambasciata Usa e a un gruppetto di stranieri basati  in Georgia, i  quali forniscono sostegno mediatico al regime  di Kiev sotto la copertura di lavorare per varie ONG”, ha scritto il giornalista Henry Kamens del New Eastern Outlook.
Quindi per la prima volta, grazie a Micalessin, questa verità ostinatamente taciuta dalla “libera stampa” occidentale è apparsa su Il Giornale e soprattutto su Canale 5, Matrix, in un  sevizio anche visivamente eccezionale, purtroppo trasmesso alle 23.30.
Potete leggere il servizio integrale su Gli Occhi della Guerra, questa audacissima iniziativa di  inviati speciali di guerra che, per andare in prima  linea,  a  rischiare  la vita,  chiedono di pagare le spese non agli editori, ma ai lettori:
Ucraina, le verità nascoste Parlano i cecchini di Maidan




Micalessin
Sono verità che abbiamo raccontato a suo tempo, noi  disprezzati  “complottisti” per i grandi media ufficiosi  – che la sanno e la tacciono.  Non ci sentiamo vendicati. Quello che viene documentato da Micalessin è un crimine   di Stato  a firma statunitense, una strage ordinata a freddo per ottenere cambio di regime e favorire un golpe  con metodi delinquenziali,   del resto apertamente  dichiarato da Victoria Nuland e da John McCain  in varie occasioni.

E’ la prova che la UE è un regime criminale

E’ un’accusa  da tribunale penale internazionale  – e ce ne dovrebbe essere uno dalle parti dell’Aia  – ma ovviamente non c’è alcuna speranza che  si occupi dei delitti dell’America sotto dominazione neocon. Anche perché a questi crimini hanno collaborato  Merkel e Hollande,  Barroso e Tusk, Stoltenberg, la NATO e Mogherini, tenendo bordone alla Nuland  nella sua sovversione dell’Ucraina,  fornendo sostegno politico ed  economico concreto al regime  golpista, promettendo agli ucraini l’annessione alla UE, e soprattutto   accusando Putin  e imponendo sanzioni alla Russia  come se fosse stata la Russia a destabilizzare ed ingerirsi delle faccende interne di Kiev:  prendendo   quel tono di superiorità morale e di  dare una lezione di etica e  libertà a Putin, che forse è  la cosa più intollerabile del regime eurocratico.
No, Merkel e Mogherini non hanno alcun diritto di alzare il ditino. Sapevano tutto dei cecchini pagati, fin da subito: dal ministro degli esteri estone  Urmas Paet che era in piazza Maidan il giorno della sparatoria  e – evidentemente ancora inesperto dei metodi dell’Unione Europea a guida neocon – telefonò agghiacciato  alla predecessora di Mogherini, la commissaria  europea Catherine Ashton, e  le disse che dalle autopsie dei  cadaveri risultava che poliziotti e dimostranti erano stati uccisi dagli stessi cecchini, con gli stessi proiettili (standard NATO) , e quindi che dietro i cecchino non c’era il premier cacciato, Yanukovich,  bensì “la nuova coalizione” golpista. La  Ashton   risponde con balbettii e imbarazzi   che sono di per sé un’ammissione di colpa. La  conversazione fu intercettata dai russi e diffusa: silenzio da parte di ogni esponente politico europeo. Silenzio totale dai grandi e liberi media europei.
Quindi no, Mogherini e Merkel, e no,  quando  fate la lezione di morale a Putin e a tutti noi,   dovete solo vergognarvi.  Avete trascinato il nome d’Europa nel  fango di  piazza Maidan,   vi siete sporcati di quel sangue e continuate ad essere complici del delitto, un tipo di crimine di cui nemmeno Hitler – il Male Assoluto, come voi ci insegnate continuamente   – si macchiò. Ora sappiamo esattamente cosa  siete, cosa  avete ridotto la UE: un regime totale e brutalmente criminale, un regno della menzogna –  moralmente inferiore al  nazismo e  forse, pari al giudeo–bolscevismo sovietico.  Siamo governati da  criminali di guerra e contro l’umanità, secondo gli stessi principi che loro stessi  hanno scritto nei  loro trattati.
La  prova è nei  silenzi del giorno dopo.  Dopo il servizio di Micalessin, non un giornale “progressista o conservatore”, non una tv, non una radio, non  un altezzoso   inviato speciale dei media meglio pagati  nella loro rassegna stampa (in corso a RadioRai 3), hanno citato l’inchiesta, hanno riconosciuto  a Micalessin di aver reso un coraggioso servizio alle verità e alla  libertà.  No. Silenzio. quindi,  censura. Hanno scelto il  totalitarismo   del momento,  lo hanno introiettato, adottato e fatto proprio, messo al posto della coscienza –   che non hanno mai avuto.

domenica 12 novembre 2017

Wulingyuan e la sua foresta di pietre! Cina da scoprire!

Un po di magia ogni tanto ci vuole 
pubblicato da Monica Nardella 16 gennaio 2013
foto | lacitadelle 

Wulingyuan è un luogo da record: su 690 chilometri quadrati possiede ben 560 attrazioni spettacolari! Conoscete altri siti capaci di eguagliare un simile primato? Ci troviamo in Cina, nella provincia dello Hunan, e il sito, inserito dall’Unesco nella lista dei Patrimoni dell’Umanità, è composto da ben 4 aree: la Foresta Nazionale di Zhangjiajie, la Riserva Naturale di Suoxiyu, la Riserva Naturale del Monte Tianzi e l’area di Yangjiajie

foto | lacitadelle



La varietà di panorami è quindi assicurata: alberi, fiori (pensate che nella foresta potrete trovare una varietà di fiori che cambiano colore 5 volte al giorno!), laghi, ruscelli, cascate, grotte (tra cui il Dragone Giallo, tra le 10 più grandi del paese), pinnacoli e ponti naturali consentono al visitatore percorsi di scoperta davvero suggestivi. 

foto | lacitadelle

Le particolari condizioni meteorologiche che si  verificano spesso a Wulingyuan (tra tutte, la nebbia) contribuiranno a rendere il vostro viaggio ancor più spettacolare! Pensate che si ritiene che anticamente su quest’area sorgesse un immenso oceano. Le acque e i venti avrebbero scolpito la pietra arenaria favorendo una conformazione unica nel suo genere: oltre ai crepacci e alle gole, si possono individuare circa 3000 pinnacoli di quarzo che raggiungono i 400 metri d’altezza! L’impressione è tale, a guardare queste torri di roccia scintillante, da meritare al sito il nome di Foresta di Pietre

foto | lacitadelle

Orari: aprile – ottobre dalle 8.30 alle 17.30
         novembre – marzo dalle 9 alle 17
Prezzi:  abbonamento standard valido 3 giorni che comprende tutte le attrazioni + bus ecologico interno a CNY245 
        abbonamento week end valido 7 giorni che comprende tutte le attrazioni + bus ecologico interno a CNY298.
A parte devono essere pagati gli ascensori o le cabinovie che si decide di utilizzare per accedere a punti particolarmente panoramici (ad esempio, la cabinovia per il Monte Tianzi costa CNY 52 per il viaggio di sola andata e CNY 104 per A/R). Interessante è pure un tour sul trenino turistico (CNY30 solo andata, CNY40 A/R).
Come arrivare: dalla stazione di Zhangjiahie (30 km circa) potrete usufruire di bus turistici che vi condurranno a Wluingyuan in 40 minuti circa a soli CNY10. I bus partono ogni 10 minuti dalle 5 del mattino.

foto | lacitadelle

domenica 5 novembre 2017

Le rivelazioni bomba dell’ex premier del Qatar sulle complicità con il terrorismo jihadista, ignorate dai media

La bomba della rivelazione della colpevolezza statunitense e saudita nella creazione di ISIS Ignorata dai Media Mainstream – e dal Team Trump
Ecco, proprio dalla tana del lupo! L’ex primo ministro del Qatar rivela da solo il modo in cui il suo paese ha lavorato con l’Arabia Saudita e con  la Turchia sotto la direzione degli Stati Uniti – vale a dire l’amministrazione Obama – per fornire armi e soldi ai terroristi jihadisto in Siria:
“L’intervista esplosiva dell’ex Primo Ministro del Qatar, Hamad bin Jassim bin Jaber al-Thani, costituisce un alto livello”  di rivelazione pubblica circa la collusione e il coordinamento tra quattro paesi per destabilizzare uno Stato indipendente, [incluso] il possibile sostegno a Nusra / al-Qaeda “. …

L’ex primo ministro del Qatar, Jaber al-Thani, che ha supervisionato le operazioni di Siria per conto del Qatar fino al 2013, ha dichiarato, riconoscendo che le nazioni del Golfo stavano armando i jihadisti in Siria con l’approvazione e il sostegno degli Stati Uniti e della Turchia: ” Non voglio entrare nei dettagli ma abbiamo documenti completi su di noi per come abbiamo gestito la situazione in Siria “. Al-Thani ha sostenuto che sia il re Abdullah dell’Arabia Saudita (che regnò fino alla sua morte nel 2015) sia gli Stati Uniti hanno posizionato il Qatar in un ruolo di primo piano per le operazioni segrete dirette ad eseguire la guerra per procura.
“I commenti dell’ex primo ministro, mentre sono molto rivelatori, erano intesi come difesa e scusa del sostegno del Qatar per il terrorismo e come critica degli Stati Uniti e dell’Arabia Saudita per aver mandato avanti essenzialmente il Qatar” tenendo la borsa dei finaziamenti “per sostenere la guerra contro Assad . Al-Thani ha spiegato che il Qatar ha continuato a finanziare gli insorti armati in Siria, mentre altri paesi hanno infine diminuito il sostegno su larga scala, per questo si è scagliato contro gli Stati Uniti e i Sauditi, che inizialmente “erano con noi sulla stessa trincea”. ‘ [“ In Shocking, intervista virale, Qatar confessa i segreti dietro la guerra siriana “, Zero Hedge , 29 ottobre]
Rotto il silenzio! Prendere in considerazione la vulnerabilità degli ex funzionari americani che erano responsabili in quel momento, il presidente Barack Obama e il segretario di Stato Hillary Clinton. Proprio ora, quest’ultima aveva avuto la sua settimana peggiore dopo aver perso le elezioni con le rivelazioni sul dossier Steele, la faccenda dell’Uranium One e l’implicazione del gruppo Podesta nel “RussiaGate “. L’unica cosa è rimanere indietro e guardare lo spettacolo dei fuochi d’artificio ! Da Tom Luongo (citando Zero Hedge ):
“Folks, ci ha detto già da acuni giorni che il muro di complicità attorno a Hillary Clinton sta scomparendo. Ora il Qatar, che non ha nulla da perdere a questo punto, rivela la complicità di questa amministrazione con il Jihadismo, specialmente perché i Sauditi hanno cambiato faccia ed hanno cercato di rendere il Qatar quale capro espiatorio per l’insurrezione terroristica fallita in Siria.
«Tuttavia, puntare direttamente il dito sul Dipartimento di Stato e sulla CIA, quando era sotto il controllo di Hillary Clinton, è assolutamente la cosa più dannosa che potevano fare in questo momento».
Ecco che arriva! Devono quasi sentirsi dispiaciuti per la povera Hillary! La squadra di Trump ei loro sostenitori nei media – partendo da Fox News , che stavano ballando sulla tomba politica di Hillary per tutta la settimana scorsa – saranno su tutta questa storia in pochissimo tempo! (si pensava).
Tranne che non lo fossero. Mentre Luongo indicava ciò che doveva accadere, non veniva fuori neppure un sospetto o una accusa da parte di alcuno nell’amministrazione. Niente neppure dalla Fox News . Entrambi erano come la mamma dei media mainstream, che prevedibilmente erano rimasti silenziosi come le tombe delle centinaia di migliaia di siriani macellati dai jihadisti.
Nessun fuoco d’artificio, nssuna campagna di accuse, solo il cinguettio dei grilli. Come ho previsto a quel tempo , la storia del Qatar sarebbe stata totalmente ignorata dai media mainstream americani (e dei vassalli europei). In realtà, non un singolo media importante negli Stati Uniti gestisce la storia, anche se ci sono stati pochi articoli in lingua inglese in Medio Oriente. Le uniche pubblicazioni di queste rivelazioni negli Stati Uniti sono state fatte  dai media alternativi come Zero Hedge, l’Istituto Ron Paul , Antiwar.com e alcuni altri, soprattutto blogger che prendono la parte di Zero Hedge .
In breve, lontano da essere una notizia di successo , era quello un non evento. Non-notizie. Non è accaduto . La storia non èstata notata neppure da coloro che avevano un interesse politico diretto e schierato per utilizzarlo.
Proprio come l’ultima volta.
Ricordate: già avvenuto nell’agosto 2016 Donald Trump aveva accusato Barack Obama e Hillary Clinton di essere rispettivamente il “fondatore” e la “co-fondatrice ” dell’ ISIS. Scandalo nei media e nel mondo politico ! Le presunte fonti di fatto, che sembravano neutrali, saltarono in azione per denunciare Trump. “Falso”, aveva dichiarato FactCheck.org . , guai a flirtare con “teorie di cospirazione”, Snopes annusava . “castagne sul fuoco”, aveva dichiarato PolitiFact .
Beh, certo, che cosa ti aspetti dal coro dei media mainstream e dai loro portaborse? Quanta dolce la vittoria sarebbe stata qualora il Team Trump avesse colpito con la prova! In attesa di anticipazione ho mandato via email alcuni contatti che lavorano sulla campagna (11 agosto 2016):
Tutti sappiamo quanto i media mainstream siano bugiardi, ma l’accusa di DJTrump che Obama e Hillary sono stati fondatore e co-fondatore di ISIS è risultata perfettamente vera. Mettere soldi e armi in sostegno per gli jihadisti era stato previsto (quando Hillary era stato Segretaia di Stato) nel 2012 i n un memo della DIA (Defence Inelligence Service) per realizzare un “principato salafita” in una parte della Siria , ciò che è diventato l’ISIS nel 2013. Michael Flynn (l’ex generale addetto alla sicurezza) ha dichiarato che questa non era un “occhio cieco” ma una decisione deliberata “!
“Non ho visto una inchiesta in merito a questo memo ed ai commenti fatti da Flynn in un qualsiasi punto di partenza, nonostante l’accusa di essere il ” fondatore / co-fondatore “.
(…….)
I ‘MEDIA HANNO IGNORATO IL MEMO DELLA DIA CHE PROVA L’ACCUSA DI TRUMP CHE OBAMA E CLINTON’ HANNO FONDATO ‘ISIS
“L’ultimo esempio dei comportamenti del grande media” nel fronte per sostenere Hillary “è stata la risposta isterica all’accusa di Donald J. Trump che il presidente Barack Obama e l’ex segretario di Stato Hillary Clinton sono rispettivamente” fondatore “e” co-fondatore ” dello Stato islamico (ISIS, ISIL).
“Nessuno dei grandi media si è preso il disturbo di menzionare il documento ufficiale che dimostra la verità assoluta delle accuse di Mr. Trump.
“Nel 2015, fatte salve le richieste della FOIA di Judicial Watch, era stata resa pubblica una relazione dell’Agenzia di Difesa della Difesa (DIA) di agosto 2012 . Questa ha precisato che il sostegno esterno alle forze jihadiste – in cui l’Al Qaeda in Iraq (AQI) e la Fratellanza Musulmana figurano in maniera prominente – per combattere contro il governo siriano ha creato la “possibilità di istituire un principato dichiarato o non dichiarato delle forze del terrorismo islamico nell’ Oriente della Siria, e questo è esattamente quello che i poteri di supporto all’opposizione volevano , per isolare il regime siriano “. Hillary Clinton era allora il segretario di Stato di Barack Obama.
“L’anno successivo, nell’aprile 2013, il principato” principio salafista “previsto si è veramente realizzato , con i gruppi terroristi dichiaratisi come lo” Stato islamico dell’Iraq e della Siria “- ISIS.
“Come ha sottolineato il signor Trump, una precondizione necessaria per l’emergere di ISIS è stata la precipitosa ritirata di forze americane provenienti dall’Iraq da Barack Obama, che ha agevolato l’estensione delle operazioni da parte di Al Qaeda e ISIS in Siria. Ma anche essenziale è stata la decisione sconsiderata della Casa Bianca di Obama e del Dipartimento di Stato di Clinton di perseguire in Siria la stessa politica di “cambiamento di regime” che aveva portato ai disastri in Libia. Ciò ha significato pompare soldi e armi nella guerra siriana a sostegno dei jihadisti diretti da al-Qaeda.
Mike Flinn
“L’anno scorso, commentando la relazione DIA del 2012, il generale Mikael Flynn, già direttore della DIA e successivamente consulente per la sicurezza del signor Trump, ha commentato che l’ascesa di ciò che è diventato ISIS non è il risultato di  trasformare un ” occhio cieco “ma piuttosto  di una” volontaria decisione “per consentire la realizzazione del previsto” principato salafita “. Come lo stesso General Flynn ha commentato in un’intervista rilasciata alla TV Al Jazeera :
Vedi: Foreign Policy
Nota: Queste rivelazioni dimostrano ancora una volta la falsificazione sistematica  delle notizie da parte dell’apparato dei grandi media che hanno ignorato la “pistola fumante” delle dichiarazioni che provano la complicità degli USA, dell’Arabia Saudita e dei loro alleati nell’aver creato, armato e favorito i gruppi terorristi dell’ISIS e di A- Quaeda per utilizzarli come truppe mercenarie al servizio degli interessi USA nel rovesciare il governo di un paese sovrano come la Siria.
Il silenzio complice su queste responsabilità continua e viene ereditato dalla nuova Amministrazione di Donald Trump, nonostante questi avesse delle buone carte in mano per fare fuori la sua rivale nelle elezioni presidenziali. A conferma di come gli apparati dello Stato Profondo (the Dep State) sono quelli che guidano realmente la politica estera USA, a prescindere dai presidenti.
Il conflitto in Siria ha causato oltre 450.000 vittime, secondo una stima per difetto, decine di migliaia di feriti, mutilati, 6/7 milioni di profughi, immani distruzioni, la più grande emergenza umanitaria dopo la Seconda Guerra mondiale.
Un giorno forse qualcuno dovrà chiedere  conto agli Stati Uniti ed ai loro alleati di questa immane  tragedia ed allora sarà necessario istituire un nuovo “processo di Norimberga” per crimini contro l’Umanità.
Fonte: Strategic Culture
Traduzione e nota : Luciano Lago

domenica 29 ottobre 2017

Tom Hodgkinson: "Vacanze e ferie sono una truffa, questa non è Libertà"

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I giorni di ferie che ci vengono concessi sono ancora pateticamente insufficienti. Negli ultimi settant'anni le settimane di vacanza retribuite sono diventate quattro in Gran Bretagna e credo, la miseria di 2 negli Stati Uniti (come in Italia da brava colonia...) e talvolta gli ambiziosi lavoratori non si concedono nemmeno questa magra indennità...




Questa è civiltà?



Due settimane al sole è senza dubbio una ricompensa inadeguata per cinquanta settimane di fatica!

E' una proporzione completamente sballata.
Nelle civiltà antiche c'erano molti più giorni di riposo:




"Nell'antico Egitto la superstizione popolare proibiva di lavorare per circa un quinto dei giorni dell'anno. nell'Atene dell'età classica c'erano cinquanta o sessanta giorni di festa ogni anni e a Taranto, nel suo periodo di massimo splendore, i giorni di festa superavano in numero quelli lavorativi...

Nel vecchio calendario romano c'erano 108 giorni nei quali per motivi religiosi la legge vietava di occuparsi di questioni giudiziarie o di condurre attività pubbliche di altro genere."



Cosi scriveva J.A.R Pimlott in The Englishman's Holiday (1947)


Per me è una cosa incredibile che con tutte le ricchezze e i macchinari di cui disponiamo siamo stati capaci soltanto di ridurci ad avere una quantità di tempo inferiore rispetto a qualsiasi periodo al 1800.



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L'idea di vacanza come fuga dall'inferno del lavoro è relativamente recente. Le ferie fecero la loro comparsa nel momento in cui se ne sentì il bisogno, quando il concetto di impiego fisso si era tradotto in realtà e il mondo del lavoro era diventato così sgradevole che era assolutamente necessario prendersi dei periodi di pausa per non impazzire.

Prima che tutti noi avessimo degli impieghi, c'era molto meno bisogno di fare vacanze pianificate e organizzate perché c'era abbondanza di giorni festivi, giorni sacri e giorni di mercato.
E il tempo libero si mescolava con il tempo dedicato al lavoro.

Tradizionalmente, l'espansione delle vacanze è sempre stata guardata con sospetto dalle autorità, le quali temono che le plebi (schiavi) butteranno via il loro tempo libero bevendo, invece di coltivare le loro menti e imbibirsi di propaganda.

Le ferie pagate del 20° secolo differivano per un aspetto importante dalle vecchie feste civili e religiose dell'epoca preindustriale: 
erano controllate dall'alto.

Se il governo era in grado di legiferare in materia di tempo libero, allora l'intera faccenda del proletariato che se la spassava diventava una minaccia meno temibile per l'ordine sociale.

Possiamo rivolgerci ai sindacati perchè ci aiutino a creare una vita migliore? No. I sindacati fanno parte del problema.

Credono al vecchio mito secondo cui "il tempo è denaro".

La loro campagna a favore di "una giusta giornata lavorativa per una giusta paga giornaliera" serve solo a tenere i lavoratori sotto controllo e a limitare i lor orizzonti a dei piccoli aumenti salariali o a dei miseri miglioramenti delle condizioni di lavoro.



Questa non è Libertà, è soltanto qualche soldo in più in tasca.


Sicuramente noi oziosi dovremmo promuovere una campagna a favore di un aumento delle ferie. Gli impieghi sarebbero più sopportabili se vi dedicassimo soltanto 3-4 giorni alla settimana e 3-4 ore al giorno.


Dal libro "L'Ozio come stile di vita"

sabato 28 ottobre 2017

Counterpunch: 'Antifa, il braccio armato del neoliberismo'

In USA una sinistra allo sbando è stata esortata a unirsi attorno a una banda di individui mascherati detti 'Antifa', ossia 'antifascisti'. Etichetta usata per silenziare il dibattito [Diana Johnstone


Nelle ultime settimane una sinistra totalmente allo sbando è stata esortata ad unirsi attorno ad una banda di individui mascherati detti “Antifa”, abbreviazione di “antifascisti”. Incappucciati e vestiti di nero, gli Antifa sono una variante dei Black Bloc, noti per irrompere violentemente all’interno di manifestazioni altrimenti pacifiche. L’etichetta di “antifascisti” è anche molto utile per stigmatizzare coloro che li attaccano come “fascisti”. Nonostante il nome tipicamente europeo, gli Antifa sono un altro esempio della degenerazione politica in America.

ANTEFATTI STORICI
Gli Antifa sono saliti alle cronache per avere impedito alcune conferenze di personaggi legati alla destra all’università di Berkeley, ma il loro momento di gloria è avvenuto durante gli scontri di Charlottesville il 12 agosto, in buona parte perché Trump ha commentato che “c’erano buone persone da entrambi i lati”. I commentatori hanno colto l’opportunità di attaccare il Presidente per la sua “equivalenza morale”, dunque benedicendo gli Antifa.

I fatti di Charlottesville sono serviti per lanciare con successo sul mercato il libro “Antifa: the Antifascist handbook”, il cui autore, Mark Bray, è antifascista di nome e di fatto. Il libro, come ha dichiarato l’editore Melville House, si è venduto rapidamente, con recensioni sul New York Times, The Guardian e NBC. The Washington Post ha celebrato Bray come il portavoce di “un movimento attivista emergente” e evidenziato che “il contributo più importante di questo libro è di mettere in luce i contributi dell’antifascismo nella storia recente, e in particolare la lotta al suprematismo bianco“.

L’antifascismo di Bray presenta il movimento come un diretto erede degli abolizionisti, nonostante all’epoca non ci fosse il fascismo -e dunque non esistevano gli antifascisti- e nonostante l’etichetta di “antifa” non si possa applicare a tutti gli avversari del fascismo. Il fatto di dichiarare una continuità con le Brigate Internazionali che combatterono Franco in Spagna è una associazione fallace.
Il movimento antifascista delle origini nacque come tentativo dell’Internazionale Comunista di porre fine alle ostilità tra i partiti socialisti in Europa per fare fronte comune contro i movimenti di Mussolini e Hitler.

Tutto ciò è totalmente anacronistico. Il fascismo esaltava la violenza, e la violenza era il suo modo di imporre la propria ideologia. Sia i comunisti che i fascisti combattevano nelle strade, e l’atmosfera di violenza aiutava il fascismo a porsi agli occhi del popolo come argine contro il bolscevismo, guadagando il supporto dei capitalisti e dei militaristi.
Dal momento che il fascismo storico non esiste più, l’antifascismo di Bray ha allargato la nozione di “fascismo” fino a includere qualunque cosa, dal “patriarcato” (un concetto pre-fascista) alla transfobia (un concetto, questo, post-fascista). Gli attuali antifascisti mascherati sembrano ispirarsi più a Batman che a Marx o Bakunin.

IL BRACCIO ARMATO DEL NEOLIBERISMO
Dal momento in cui Mark Bray ha “trasportato” l’antifascismo europeo sugli Antifa americani, è opportuno evidenziare cosa sono gli Antifa in Europa. 

In Europa gli Antifa prendono essenzialmente due forme. Gli attivisti Black Bloc invadono le manifestazioni di sinistra per creare disordini. Questi esaltati sono una minoranza politica che non fa altro che giustificare la presenza della polizia ed è spesso sospettata di avere al proprio interno infiltrazioni dei servizi segreti. Per esempio, il 23 settembre diverse dozzine di Black Bloc hanno tentato di irrompere al convegno del politico Jean-Luc Mélenchon, capo del maggiore partito di sinistra in Francia. Il messaggio che volevano lanciare era: “nessuno è abbastanza rivoluzionario per noi”. Si pongono come una auto-conclamata inquisizione morale.

Nel 2010 una donna di nome Ornella Guyet arrivò a Parigi in cerca di lavoro come giornalista in diverse testate di sinistra. Secondo l’ex direttore di Le Monde Diplomatique Maurice Lemoine, che non si fidava troppo di lei quando la assunse come collaboratrice, “cercava di infiltrarsi ovunque”. Viktor Dedaj, direttore di uno dei maggiori siti di sinistra in Francia, Le Grand Soir, è stato tra coloro che ha tentato di aiutarla, solo per ricevere una brutta sorpresa qualche mese dopo. La Guyet si pose come una inquisitrice, dedita a “denunciare il cospirazionismo, l’antisemitismo e il rossobrunismo su internet” con attacchi personali verso individui che reputava colpevoli. Significativo notare che tutti i suoi bersagli si opponevano alle guerre di NATO e Stati Uniti in Medio Oriente. Tra i suoi obiettivi c’erano lo stesso Viktor Dedaj, così come Michel Collon, scrittore e attivista del Partito dei Lavoratori del Belgio; e François Ruffin, regista e editore del giornale di sinistra Fakir, recentemente eletto nella Assemblea Nazionale del partito di Mélenchon. E così via.

La lista è lunga, ma tutti hanno una cosa in comune: l’opposizione alle guerre di aggressione.
La tecnica degli antifa è la colpa per associazione. Il più grande dei peccati è la critica all’Unione Europea, la qual cosa è associata al “nazionalismo”, il quale è associato al “fascismo”, il quale è associato all’ “anti-semitismo”, e così via. Nel giugno 2011 il partito antieuropeista Union Populaire Républicaine diretto da François Asselineau fu bersaglio di un articolo pubblicato su molti siti antifascisti, firmato da “Marie-Anne Boutoleau” (uno pseudonimo di Ornella Guyet).

Temendo degli assalti, gli organizzatori del partito hanno cancellato un incontro che doveva tenersi a Lione. UPR ha fatto una piccola indagine, scoprendo che Ornella Guyet era tra gli speaker di una conferenza tenutasi nel 2009 a Parigi organizzata dal Centro per gli studi di comunicazione internazionale della George Washington University. Una cosa curiosa, per una così zelante combattente dei “rosso-bruni”. La morale della storia è molto semplice: gli autodichiarati rivoluzionari sono la migliore psicopolizia del partito della guerra neoliberista. Non sto suggerendo che tutti gli Antifa sono agenti dell’establishment, ma che molti di essi possono essere manipolati o infiltrati proprio perché possono agire alla luce del giorno.

SILENZIARE IL DIBATTITO SULL’IMMIGRAZIONE
Uno di quelli sinceri è certamente Mark Bray. Lo si capisce leggendo il suo libro: “La soluzione finale di Hitler uccise sei milioni di ebrei […] Circa un ebreo su tre nel continente fu ucciso, inclusi alcuni miei parenti”

Questa storia personale spiega perché Mark Bray è così appassionatamente antifascista, è comprensibile la paura che “possa succedere di nuovo”. Tuttavia anche le più giustificate preoccupazioni emotive non contribuiscono al dibattito. Siamo in un momento di grande confusione politica. Etichettare qualunque manifestazione “politicamente scorretta” come fascista non aiuta a fare chiarezza. La scarsità di fascisti – veri – è stata compensata identificando la critica all’immigrazione con il fascismo. Questa identificazione prende molta della sua forza emotiva dall’ancestrale paura delle comunità ebraiche di essere escluse dalle nazioni in cui vivono.

Bisogna fare un distinguo tra immigrati e immigrazione. Gli immigrati sono persone, che meritano considerazione. L’immigrazione è una scelta politica che deve essere valutata. Si dovrebbe poter discutere della cosa senza essere accusati di odiare gli stranieri; dopotutto i sindacati sono sempre tradizionalmente opposti all’immigrazione non per razzismo, ma perché può essere una strategia dei capitalisti per abbassare gli stipendi.
Rendendo il tema dell’immigrazione il punto focale per decidere se qualcuno è fascista o meno, gli Antifa impediscono un dibattito proficuo. Senza dibattito, il tema si polarizza su due argomenti: pro o contro. E chi vincerà tra i due?

Un recente sondaggio mostra che l’immigrazione è sempre più impopolare nei paesi europei. La maggioranza degli europei reputa che sia un obbligo ospitare i profughi, ma si oppone all’immigrazione di massa. Per il 60% degli intervistati l’immigrazione è negativa per il paese; una sinistra che si vota alla causa dei confini aperti diventerà sempre più impopolare.

LA CACCIA ALLE STREGHE
La cosa peggiore degli Antifa statunitensi è il loro sforzo di condurre la sinistra americana verso una caccia alle streghe per braccare fascisti immaginari, invece di lavorare a un programma comune. Negli USA le persone davvero pericolose sono a Wall Street, nei think tank di Washington, nell’industria militare, senza contare i media mainstream che adottano un atteggiamento benevolo verso gli “antifascisti” perché utili nella lotta contro Trump.

Gli Antifa, “resistendo” contro cause perse -l a Confederazione e il suprematismo bianco – stanno distraendo la lotta contro l’establishment neoliberale. L’uso facile del termine “fascista” impedisce di identificare i veri nemici dell’umanità. Nel caos contemporaneo, la più grande minaccia è l’imperialismo globale: il capitalismo finanziario, il complesso industriale militare, le manie ideologiche degli Stati Uniti e la megalomania dei leader occidentali. Si potrebbe chiamare imperialismo, se non fosse che è molto più vasto e distruttismo dell’imperialismo storico dei secoli passati.

La fissazione di impedire il risorgere di una forma di tirannia morta ottant’anni fa, in circostanze completamente diverse, impedisce di vedere la mostruosa tirannia di oggi. L’elezione di Donald Trump è un grave sintomo di decadenza del sistema politico americano, governato dal denaro, dalle lobbies, dal complesso militare-industriale e dai media. Queste menzogne minano le basi della democrazia. Gli Antifa stanno combattendo l’unica arma ancora disposizione del popolo: il diritto di parola e di assemblea.


giovedì 19 ottobre 2017

GUYLAINE LANCTOT: LA SALUTE ILLIMITATA DI CORPO E SPIRITO


 (Conferenza di Imola del 7 Maggio 2017)F
PRESENTAZIONE DI UNA DOTTORESSA CANADESE DI STRAORDINARIO LIVELLO
Ho il piacere e l’emozione autentica di presentare in sintesi la dottoressa Guylaine Lanctot, un genio mondiale della medicina autentica per decenni, e oggi una vera e propria Maestra Spirituale capace di liberare i pazienti dalla paura di vivere e dalla paura di morire. Un messaggio avanzato e memorabile che ci ha regalato con inesauribile forza, passione e maestria, apprezzato da tutti i presenti, ma in modo profondo e particolare da due ospiti eccezionali come Fabio e Wilde Previati.
*****
PARTE UNO: SINTESI DEL TESTO “LA MAFIA DELLA SANITÀ”
UN TESTO TUTTORA CARICO DI REALISMO E DI VALORE
Il primo sottotitolo “Segreto della salute illimitata” fa già capire che la Lanctot puntava già dall’inizio a qualcosa di superiore. Il secondo sottotitolo “Come liberarsi dall’Industria Farmaceutica” e diventare sovrani della propria salute”, fa intendere di quale pasta fosse fatta questa magnifica donna. È un libro che esiste in lingua italiana, edito da Amrita e da Macro Edizioni. Ho il piacere e l’onore pertanto di presentare la dottoressa Guylain Lanctot, un genio mondiale della medicina autentica.
SOVRANITÀ INDIVIDUALE E DIGNITÀ DIVINA DELL’ESSERE UMANO
“Non appartengo a nessuna religione. Sono fedele solo a me stessa. Io sono la mia sovrana, una sovrana che ha fede non nelle autorità e nelle istituzioni, ma in se stessa. Ho fede nella divinità dell’essere umano. Basta lasciare la prigione per volare. Pace, gioia, armonia, salute e prosperità sono dietro la porta: ci aspettano. Purtroppo il sistema sanitario mondiale, e anche quello delle nazioni da esso colonizzate e controllate, è una vera e propria mafia che fa ammalare, che tormenta, che uccide in nome del vile danaro e del potere”. Così esordisce la Guylain nel suo best-seller edito da Amrita e da Macrolibrarsi.
LA QUESTIONE DELL’IMPERMANENZA
Siamo di passaggio sulla terra. Il corpo è una macchina noleggiata per un viaggio, per le nostre esigenze di apprendimento e di evoluzione. La vera natura umana è buona, la sua vera essenza è divina. Ogni vivente sulla terra è di natura divina e identica, essendo nato dalla stessa sorgente, avendo la stessa origine. Apparteniamo tutti alla stessa famiglia. Come negli iceberg, la parte più importante è quella che non si vede. È l’anima che consente al corpo di esistere. Le condizioni di salute dell’anima determinano la salute dei quattro corpi invisibili (eterico-emotivo-mentale-spirituale) e del corpo fisico. Le entità divine sono capaci di tutto, ed anche di auto-guarirsi. Le remissioni spontanee sono normali. Anomale sono le malattie e la morte non voluta. La malattia è innanzitutto un turbamento dell’anima.
PRIORITÀ DELLE FACOLTÀ SPIRITUALI
È la nostra anima a condurre la danza. Solo l’essere umano ha la facoltà e la capacità di scegliere. Questa facoltà si trova nella sua anima, sede della coscienza e della volontà. Purtroppo viviamo in un mondo dove la materia fisica prevale sullo spirito, per cui lo spirito è al servizio della materia. Pensare che vale soprattutto ciò che si vede, si sente e si tocca con le dita è scelleratezza mentale, è stupidità manifesta diceva il grandissimo Giordano Bruno, brutalizzato e arso sul rogo da Papa Clemente VIII a Campo de Fiori in Roma nel 1601.
TRASFORMARE LA PRIORITÀ MATERIALISTA IN PRIORITÀ SPIRITUALE
Ma noi essendo dotati di libero arbitrio, contrariamente alle altre creature vegetali ed animali, abbiamo il diritto, il dovere e la possibilità di trasformare la priorità materialista in priorità spirituale, dove la materia è al servizio dello spirito. Solo allora conosceremo gioia, giovinezza, salute ed eternità. A noi la scelta!
UNA POPOLAZIONE SOGGIOGATA, SPAVENTATA ED IMMUNO-DEPRESSA
Viviamo in un mondo orribile dove la medicina punta a deprimere. In un mondo dove i vaccini mettono a durissima prova il sistema immunitario fin dalla prima infanzia. In un mondo dove ogni bambino subisce l’aggressione di oltre venti vaccini prima di andare a scuola. Nessuna meraviglia che crescendo, le malattie tipo sclerosi, allergie, tumori, artriti facciano la loro comparsa e vengano curate con antibiotici e altri farmaci. Visite su visite, ecografie, mammografie e simili. Una popolazione immuno-depressa, spaventata, inoculata, con quasi un milione di americani che muoiono ogni anno per gli effetti collaterali dei medicinali, per malattie iatrogene o medico-causate. I medici hanno una funzione sociale. Fanno a gare nel creare malattie dove non esistono. Fanno i mercanti di malattie.
IL TERRORE DELL’INQUISIZIONE
Dal 1257 al 1818 l’Inquisizione cattolica torturò e bruciò sul rogo milioni di persone innocenti. Erano accusate di stregoneria e di eresia contro i dogmi religiosi, giudicate senza processo, in segreto, col terrore della tortura. Se confessavano il loro presunto crimine erano dichiarate colpevoli di stregoneria e arse sul rogo. Se non confessavano erano considerate eretiche e poi arse comunque sul rogo. Non sfuggiva nessuno. Si praticava persino sulle donne la prova della pietra al collo. Se annegava la poveretta era innocente ma moriva. Se restava a galla, peggio ancora, veniva definita strega e la bruciavano. In ogni caso moriva. In tre secoli di registrazioni scritte vennero sterminati nove milioni di streghe e stregoni, 80% donne e bambine, non senza essere prima sottoposte a torture, stupro e violenze carnali dagli aguzzini in odore di santità. Le famiglie venivano spossessate di ogni ricchezza e di ogni bene immobile. Si dissotterravano persino le ossa dei loro defunti per arderle anche esse sul rogo. Ricordiamo Giovanna d’Arco, pastorella che salvò la Francia da invasioni esterne. Venne accusata di stregoneria perché indossava i pantaloni e cavalcava come un uomo. Fu bruciata viva. Questo regime del terrore, regolato dal Malleus Maleficarum (il maglio delle streghe), stabiliva che le giovani accusate fossero espressamente violentate e torturate. Questo regime del terrore durò cinque secoli sotto la benedizioni di tutti i papi e i religiosi dell’epoca.
A CHI SERVE IL TERRORE
Perché ricorrere a questo clima terroristico? La paura serve a dominare e sfruttare le popolazioni, a sottomettere i ribelli e gli spiriti liberi, a imporre una religione non sentita e non voluta dal popolo, ad arricchire i dignitari, le autorità religiose e i loro complici, nonché gli inquisitori che godevano di grandi privilegi e che erano al di sopra delle leggi. Praticamente è la stessa cosa che accade oggi dove governanti, ministeriali, lobbisti e leccapiedi che contano sono tutti al di sopra delle leggi!
IL RAPPORTO FLEXNER DAL 1910 AL 1925, REGIME DEL TERRORE SANITARIO
In base alle regole del rapporto Flexner, finanziato dalle fondazioni esentasse Carnegie e Rockefeller, AMA (American Medical Association) e AAMC (Association of American Medical Colleges) eliminarono la maggioranza dei terapisti omeopati, fitoterapisti e simili, colpendo in particolare le donne e i neri. La riforma sanitaria eliminò queste discipline e ridusse le facoltà di medicina da 650 a 50, e il numero di studenti da 7500 a 2500. La salute cadde nelle mani di una elite maschile ricca e corrotto. La medicina divenne uno strumento al servizio delle finanze. La grande finanza assunse quindi il controllo della salute, controllo che da allora sfrutta e impone coi risultati disastrosi che ben conosciamo. I suoi complici sono i ministeri della salute, i sottosegretari, i politici, i media, le facoltà di medicina e soprattutto i medici collusi che godono di enormi privilegi, di regalie, di danaro, di prestigio. L’inquisizione dunque esiste tuttora, e la caccia alle streghe continua ininterrotta.
Fonte Alla fonte la seonda parte. https://www.valdovaccaro.com/2017/05/guylaine-lanctot-la-salute-illimitata-corpo-spirito/

giovedì 12 ottobre 2017

I globalisti mirano a frantumare gli stati europei (con secessioni di immigrazione che porta alla tribalizzazione dei territori)

Fonte https://debernardi.wordpress.com

Cataluña e l'agenda di Soros: i documenti "Open Society" hanno rivelato i finanziamenti dei think tank separatisti

Cataluña e l'agenda di Soros: i documenti "Open Society" hanno rivelato i finanziamenti dei think tank separatisti
di Sean Jobst
10 ottobre 2017
Oye Soros Gilipollas: Al infierno con su "Sociedad Abierta"!
Non prende un forense per trovare le impronte digitali del banchiere "filantropo" George Soros in tutto il mondo. La Catalogna non è certamente un'eccezione, come è stato rivelato nei dati finanziari scoperti dal Barcellona La Vanguardia nel 2016. Il 16 agosto 2016, un articolo di Quico Sallés ha rivelato in che misura Soros ha finanziato l'ala propagandistica del movimento indipendente catalano. Questa è la stessa ala che ora sta attuando per conto dello sforzo di indipendenza della Catalogna, tra i media mondiali.
Secondo i documenti interni forniti dalla Fondazione Soros, tra il 12/16/2013 e il 31/31/2014, la "Open Society Initiative for Europe" di Soros (OSIFE) ha "assegnato" USD 27,049 al Consiglio di Diplomazia Pubblica della Catalogna (Diplocat). I record indicano che la copertura mediatica delle elezioni era al centro di questa somma, abbastanza massiccia per un solo mese e che possiamo dedurre includeva più finanziamenti nei mesi e forse anche negli anni a venire.
Fondata da donatori privati, Diplocat si definisce come un "paradiplomacy", un termine coniato nel 1990 per descrivere un ruolo attivo e indipendente dei governi regionali per fare la propria politica estera all'interno di un sistema federale. Questo descrive perfettamente Diplocat, essendo la politica estera della Generalitat de Catalunya che oggi conduce il separatismo catalano. Diplocat è quindi la faccia mondiale del lato pro-indipendenza.
I documenti della Fondazione Soros hanno anche rivelato che nel corso del medesimo periodo, il "Centro di Informazione e Documentazione Internazionale" di Barcellona (CIDOB), che gestisce "Information and Documentation" per la Generalitat, è stato aggiudicato 24.973 dollari "assegnati" allo stesso periodo. Sia Diplocat che CIDOB stanno portando avanti con successo gli sforzi per attirare il sostegno internazionale dei media per la causa della indipendenza catalana, in particolare nelle narrazioni che vengono ora promosse in punti vendita in tutto il mondo.
Propaganda di Diplocat ben finanziata, presentata ai media
La causa immediata per il finanziamento sono state due conferenze tenutesi a Barcellona nel gennaio 2014. CIDOB ha utilizzato i fondi per finanziare una conferenza sull'integrazione, mentre quella di Diplocat è stata ufficialmente chiamata "Elezioni europee 2014: l'aumento della xenofobia e dei movimenti euroskeptici in Europa". Quest'ultima conferenza è stata coordinata da Elisabet Moragas e presieduta dal presidente Diplocat Albert Royo, e si è tenuta dietro porte chiuse e solo per invito - riunendo politici e rappresentanti dei media per "dialogo aperto".
A quanto pare, come il parlamento di Soros di una "società aperta", tale "dialogo aperto" potrebbe ancora essere tenuto dietro le porte chiuse e escludere un pubblico i cui pareri in ultima analisi non si preoccupano di nulla. Dato il titolo orwelliano della conferenza, i tecnici assemblati hanno senza dubbio adottato decisioni in merito alla crisi dei migranti e come i media potrebbero coprire tale questione. Sotto la supervisione dei politici finanziati dalle ONG e dalle fondazioni di Soros, i giornalisti partecipanti potrebbero manipolare l'opinione pubblica in qualunque modo già predeterminati dai finanziatori della conferenza.
Soros: "Il nostro piano tratta i confini nazionali come ostacolo"
La totale ignoranza della sovranità o persino il tanto democratico processo democratico è in piena esposizione guardando le dichiarazioni registrate da Soros ai media. Riferendosi al disprezzo per l'istinto naturale e normale di un paese per mantenere l'integrità demografica impedendo l'immigrazione libera, l'elitista Soros ammette di non aver rispetto per la sovranità: "Il nostro piano tratta la protezione dei rifugiati come frontiere oggettive e nazionali come ostacolo “.
Il mondo stesso è il testamento del loro divergente principio. Soros ha finanziato ONG e think tank che hanno spinto per il cosiddetto intervento "umanitario" in paesi come la Libia e la Siria, ovviamente tale "umanitarismo" è una copertura orwelliana per l'esatto contrario: sostenere gruppi armati e lobbyare per i bombardamenti stranieri nel nome dei "diritti umani", minando i governi che avevano sconfitto la sua elite e le guerre civili dell'ingegneria per destabilizzare quei paesi. Il suo associato, l'ex procuratore generale irlandese e il presidente di Goldman Sachs International, Peter Sutherland, è ancora più diffuso in questo ruolo in qualità di rappresentante speciale delle Nazioni Unite per la migrazione internazionale.
Allo stesso tempo, Soros è al centro della crisi di migrazione di massa in Europa, inondando gli stessi paesi europei che disprezza con un gran numero di migranti economici. Questi migranti sono stati portati in Europa attraverso le varie ONG che finanzia. I media lo vendono al pubblico come rifugiati, ovviamente attraverso le decisioni fatte dietro porte chiuse in conferenze di elite come quella di Diplocat - oscurando il fatto che la maggioranza sono in realtà migranti economici. Anche quei profughi effettivi sono il risultato di politiche progettate dai simili di Soros, che guadagnano la guerra.
Inserisci Fundación La Caixa
Verso questa fine, Soros finanzia il Programma europeo per l'integrazione e la migrazione (EPIM), che è una coalizione di dodici nonprofit connessi all'elite. Uno di questi è la Fondazione La Caixa, un'altra banca che perpetua la schiavitù del debito mentre finge di impegnarsi in "progetti sociali". Molto simile a Avaaz di Soros in Libia e ai caschi bianchi in Siria, Fundación La Caixa ha coinvolto campagne di propaganda altamente sofisticate e finanziate sotto la cosiddetta "diritti umani". All'interno della Spagna e dell'Europa in generale, è stata particolarmente attiva la promozione della migrazione di massa .
È interessante notare che la Fondazione La Caixa è stata fino a poco tempo fa fondata in Catalogna. Letteralmente meno di una settimana fa, ha annunciato che ha spostato la sua sede legale a Valencia; il giorno dopo, ha annunciato un'altra mossa a Maiorca . Dubito che la mossa sia coincidenziale, dato che i collegamenti di Soros hanno con La Caixa e con i think-tanks pro-indipendenti del governo catalano e con il ministero degli esteri. Forse conosce gli effetti della destabilizzazione della Spagna, in modo da poter perseguire meglio i suoi intrighi al di fuori della Catalogna, ma ancora abbastanza vicino per avere un ruolo diretto. Questa è una speculazione, ma è certo che La Caixa abbia legami con la stessa lobbying dell'indipendenza di Generalitat de Catalunya, ricevendo la sua Medaglia d'Oro nel 2005. Il nesso di politici e banchieri si manifesta ancora.
Comitato di accoglienza migrante Catalano Diplocat
- ma no "bienvenidos" per i fratelli spagnoli?
Royo: "Molto doloroso che la Catalogna non può accogliere più rifugiati malgrado la sua disponibilità solo perché la Spagna non lo permetterà"
Le doppie piattaforme della "società aperta" di Soros sono un'erosione delle sovranità nazionali e delle frontiere e l'immersione libera in Europa. Entrambi sono direttamente legati alle varie attività delle ONG in tutto il mondo, ognuno che lavora strettamente in concerto tra di loro in modo che le azioni di una istituiscano il "problema" che altri componenti della sua rete possono entrare e "risolvere ”. Ho precedentemente descritto questo processo in relazione alla Germania. Non dovrebbe sorprendere che il Diplocat, finanziato da Soros, promuove attivamente l'immigrazione di massa e abbia addirittura descritto uno dei fattori di indipendenza dalla Spagna, affinché la Catalogna possa accogliere ancora più "rifugiati" (quasi tutti sono immigrati economici in realtà) come questo articolo sul loro sito ufficiale ammette:
09 feb 2017
DIPLOCAT si unisce alla campagna a favore dei rifugiati e dei richiedenti asilo
Albert Royo ricorda la volontà della Catalogna di accogliere più rifugiati
Il Consiglio di Diplomazia Pubblica della Catalogna (Diplocat) ha aderito oggi alla campagna "La nostra casa, la tua casa" guidata da un gruppo di cittadini indipendenti e organizzazioni catalane interessate alla situazione attuale di migliaia di migranti e sfollati all'interno e all'esterno dell'Unione Europea. Diplocat contribuirà a dare visibilità internazionale all'affetto storico della Catalogna verso l'asilo e l'esilio a seguito della sua storia recente.
La dichiarazione di campagna, che ha già più di 53.600 firme, ha ora il supporto di Diplocat come entità. Il Consiglio incoraggia inoltre i cittadini a partecipare al concerto di sabato e a partecipare alla manifestazione che si terrà a Barcellona il 18 febbraio sotto lo slogan "Non c'è più scuse, oggi benvenuto", che dovrebbe essere il più importante raduno in Europa per questo causa.
Il segretario generale di Diplocat, Albert Royo, afferma che "stiamo parlando della più importante crisi umanitaria dopo la seconda guerra mondiale" e che è "molto doloroso che la Catalogna non possa accogliere più rifugiati malgrado la sua disponibilità solo perché la Spagna non Permettilo". {FINE}
¿Dónde están los "catalanes"?
Ho già documentato gli interessi stranieri che sostengono questo movimento per l'indipendenza catalana. E ho appena mostrato l'ammissione del sostenitore indipendente Albert Royo, capo del Diplocat ben finanziato che ha lobbato per la causa separatista tra i media stranieri, che accettare ancora più migranti in Catalogna è una motivazione primaria per l'indipendenza, ammettendo che preferisce l'economia estera i migranti ad accettare il proprio posto come fratelli tra i popoli iberici effettivamente legati ai catalani per sangue, origine e storia. Non dovrebbe sorprendere allora che i migranti ingrati sarebbero venuti in Spagna e si voltarono e si rivolgessero con diversi marxisti, potenze straniere e banchieri globalisti per questo sforzo di indipendenza catalano. Ci sono stati molti "catalani" a protesta separatista a Barcellona ....
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domenica 8 ottobre 2017

L’intervista. Il filosofo Diego Fusaro: “Sto con Putin perché ho letto Kant”

Pubblicato il 18 giugno 2014 da Alfonso Piscitelli    Fonte http://www.barbadillo.it
Categorie : Esteri Le interviste
OLYMPUS DIGITAL CAMERAIl più interessante dei nuovi filosofi italiani legge Marx & Schmitt e appoggia Putin perché riavvicina l’Europa alle radici della sua cultura giuridica e politica.
Diego Fusaro (Torino, 1983) è il più interessante tra i filosofi italiani di giovane generazione. Sua è una rilettura del pensiero di Marx  al di là di ogni vecchia scolastica o tentativo di “rottamazione” (Bentornato Marx! il titolo del suo libro). Tra le sue opere ricordiamo anche “Minima Mercatalia. Filosofia e capitalismo” e il recente “Idealismo e Prassi. Fichte, Marx, Gentile”. Fusaro è stato allievo del grande (e misconosciuto) Costanzo Preve e proprio Preve gli ha trasmesso l’interesse per la Russia.  Costanzo Preve – ci dice Fusaro – scrisse un saggio intitolato “Russia, non deluderci!”.
In che senso?
Preve si aspettava che la Russia potesse opporsi allo strapotere del capitalismo americano e alle sue pulsioni imperialiste, e dunque garantire l’esistenza di un mondo multipolare. Se la Russia non delude in questa sua missione naturale, essa svolge una funzione fondamentale anzitutto per noi Europei.
La Russia di Putin a differenza della vecchia URSS non esprime una radicale alternativa “di sistema” al mondo liberalcapitalista.
Vero, ma dal punto di vista geopolitico la Russia rappresenta pur sempre un freno all’agire di una super-potenza che ormai tende a sconfinare nella pre-potenza. Il mondo post-1989 è esattamente questo, la tendenza americana a dominare il mondo in forma unipolare.
Nel parlare del necessario “multipolarismo” lei fa riferimento a Kant.
Sì, in un mio scritto: Minima Mercatalia. Filosofia e capitalismo. Kant diceva, nel 1795, che per garantire una stabile pace è meglio che vi sia una pluralità di Stati (diremmo noi: meglio più blocchi, anche contrapposti) che una Monarchia Universale. Oggi la “monarchia universale” è quella dello “one way”, del pensiero unico americano che mira ad annullare ogni diritto alla differenza e ogni modo alternativo di abitare il mondo che non sia quello americano.
Oggi la Russia tende a scontrarsi con l’Occidente sul tema dei valori e dei cosiddetti diritti individuali.
Quella dei diritti individuali è una vera e propria ideologia, nel senso deteriore del termine. Tale ideologia afferma i diritti di un individuo astratto, mentre i veri diritti sono quelli dell’individuo all’interno della comunità. Individuo e comunità esistono reciprocamente mediati, non ha senso pensarli astrattamente, come fa l’ideologia dei diritti civili, la quale è poi un alibi per non parlare dei diritti sociali.
Diritti individuali magari bilanciati anche con i doveri, come diceva Mazzini.
Certamente. Mi rifiuto poi di pensare che matrimoni gay, adozioni gay e eutanasia rappresentino i simboli della massima emancipazione possibile. È una presa in giro, anzitutto per i precari e per i disoccupati. I diritti devono essere anzitutto diritti sociali: quelli che garantiscono una sopravvivenza dignitosa dell’individuo all’interno della sua comunità, permettendogli di potersi pienamente esprimere in tutte le sue potenzialità.
Putin si appella a quel diritto naturale che affonda le sue radici nel grande pensiero europeo: lo stoicismo, i padri della chiesa.
In tempi più recenti possiamo ricordare Grozio e Pudendorf come alfieri di questa concezione. Se Mosca oggi ci aiuta a riavvicinarci a questi temi, allora è davvero auspicabile che essa sia forte e ci sia vicina. Infatti, appare evidente come la Russia, anche per via della sua straordinaria cultura, rappresenti una realtà molto più affine allo spirito europeo di quanto non sia l’America, che è invece il regno della tecnica (Heiddeger) e del capitale smisurato (Marx).
E dunque…?
Dunque l’Europa dovrebbe staccarsi dall’America, e dovrebbe schierarsi nel blocco euroasiatico. Impresa utopica… se pensiamo alla presenza delle basi militari USA in Italia, a ben sessant’anni dalla fine dei nazifascismi e a vent’anni dalla fine del comunismo. L’Italia è oggi una colonia statunitense, anche se nessuno lo dice.
In campo economico e sociale sembra che l’“utopia si stia realizzando: flussi di studenti, di merci, di turisti. Interscambio energetico e tecnologico. Anche per questo forse si producono “crisi” … per suscitare un nuovo clima da guerra fredda e impedire la piena integrazione.
Gli Americani devono necessariamente dividere gli Europei per conservare il lorodominio unipolare. Dividere per comandare meglio. Le basi americane che costellano vergognosamente il territorio europeo servono esattamente a mantenere in uno stato di perenne subalternità militare, geopolitica e culturale gli Europei.
C’è anche un ritardo della cultura europea o perlomeno di quella italiana nel capire i cambiamenti epocali in atto.
Dopo il 1989 si è verificata una ondata penosa di riflussi e pentimenti. In questo scenario si inserisce la vicenda tragicomica della sinistra italiana e di quello che, con Preve, chiamo l’orrido serpentone metamorfico PCI-PDS-DS-PD: dal grande Antonio Gramsci a Matteo Renzi. Ormai da venti anni, senza alcun infingimento, la sinistra sta dalla parte del capitalismo, delle grandi banche e dei bombardamenti “umanitari”. Per questo io non sono di sinistra: se la sinistra smette di interessarsi a Marx e Gramsci, occorre smettere di interessarsi alla sinistra.
Se la sinistra ha assunto questa posizione è stato appunto in nome della nuova Ideologia dei Diritti umani
Affermava Carl Schmitt : l’ ideologia diritti umani è utile per creare un fronte unito contro chi viene individuato come “non umano”. Contro un nemico che viene dipinto come un mostro, ogni strumento di annientamento è lecito: si pensi agli strumenti utilizzati contro Saddam Hussein, contro Gheddafi. Si deve sempre inventare un nuovo Hitler in modo da legittimare la nuova Hiroshima: dove c’è il dittatore sanguinario, lì deve esserci il bombardamento etico. È il canovaccio della commedia che, sempre uguale, viene impiegato per dare conto di quanto accade sullo scacchiere geopolitico dopo il 1989: il popolo compattamente unito contro il dittatore sanguinario (nuovo Hitler!), il silenzio colpevole dell’Occidente, i dissidenti “buoni”, cui è riservato il diritto di parola, e, dulcis in fundo, l’intervento armato delle forze occidentali che donano la libertà al popolo e abbattono il dittatore mostrando con orgoglio al mondo intero il suo cadavere (Saddam Hussein nel 2006, Gheddafi nel 2011, ecc.). Farebbero lo stesso contro Putin…
… se Giuseppe Stalin non avesse innalzato attorno alla Russia una palizzata di bombe atomiche.
Esatto, proprio per questo è opportuno che Putin conservi il primato militare come arma di dissuasione: per poter svolgere una civile funzione di freno alla super-potenza americana. Per questo, l’immagine simbolo di questi anni è quella che vede contrapposti Obama che dice: “Yes, we can” e Putin che idealmente gli risponde: “no, you can’t!”. Frenare gli Americani significa frenare la loro convinzione di essere degli eletti, di avere una special mission, che consisterebbe nell’esportare la democrazia, come si esportano merci, a colpi di embarghi o di bombardamenti. Sulla scia di questa convinzione è stata dichiarata una guerra mondiale a tutto il mondo che non si piega ai diktat e la guerra è stata portata di volta in volta in Irak, in Serbia, in Afghanistan, in Libia, attraverso la guerriglia in Siria. Solo la Russia resiste. È questa la “quarta guerra mondiale”. Essa, successiva alla terza (la “Guerra fredda”), è di ordine geopolitico e culturale ed è condotta dalla civiltà del dollaro contro the rest of the world, contro tutti i popoli e le nazioni che non siano disposti a sottomettersi al suo dominio, forma politica della conquista del mondo da parte della forma merce e della logica della reductio ad unum del globalitarismo,
Putin stesso viene definito come una sorta di despota asiatico antidemocratico… anche se le percentuali del consenso di cui gode, espresso in regolari elezioni, sono eclatanti.
Come dice Alain de Benoist, l’ideologia liberale occidentale è una “ideologie du meme”: riconosce e legittima solo ciò che percepisce come uniforme a sé stessa. E in nome di questo unilateralismo si glorificano anche fenomeni ridicoli come quello delle Pussy Riot, come espressioni di “dissidenza” e di “lotta per i diritti”! Il capitale odia tutto ciò che capitale non è, mira ad abbattere ogni limite, in modo da vedere ovunque sempre e solo la stessa cosa, cioè se stesso. Con le parole di Marx, “ogni limite è per il capitale un ostacolo che deve essere superato”.
Come considera la proposta formulata da Vladimir Putin di una “Europa unita da Lisbona a Vladivostok”?
È un concetto interessante. E’ necessario che l’asse dell’Europa si orienti altrove rispetto all’Occidente americanizzato. Ed è necessario immaginare una Europa più ampia dei confini imposti dalla UE: quella UE che rappresenta il trionfo dei principi di capitalismo speculativo di stampo occidentale. La UE è oggi la quintessenza dell’americanismo, del neoliberismo americano e della vergognosa rimozione dei diritti sociali. È, direbbe Gramsci, la “rivoluzione passiva” con cui, dopo il 1989, i dominanti hanno imposto il neoliberismo.
E come si definirebbe Diego Fusaro oggi?
Sono uno allievo indipendente di Hegel e Marx, Gentile e Gramsci, ma mi considero abbastanza isolato nel panorama culturale italiano, perché la sinistra in Italia è passata dalla lotta al capitale alla lotta per il capitale. I suoi nomi di spicco sono Fabio Fazio e la signora Dandini, Zagrebelsky e Rodotà. In questo senso, non ne faccio mistero, mi sento un dissidente e un ribelle, e propongo un pensiero in rivolta contro l’esistente. La sinistra oggi è contro la borghesia ma non contro il capitalismo globale: ma dal 1968 è il capitalismo stesso che lotta contro la borghesia, cioè contro quel mondo di valori (etica, religione, Stato, valori borghesi, ecc.) per loro stessa natura incompatibili con la mercificazione universale capitalistica. Per ciò, lottando contro la borghesia, dal 1968 ad oggi la sinistra lotta per il capitalismo. Io ritengo che si debba invece lottare contro il capitalismo e che sia ancora valido un ideale di emancipazione del genere umano inteso come un soggetto unitario (la razza umana), che esiste solo nella pluralità delle culture e delle lingue, delle tradizioni e dei costumi, ossia in quella pluralità che – diceva il filosofo Herder – è il modo di manifestarsi di Dio nella storia.
All’atto della sua prima elezione Obama veniva accolto – e non solo dalla sinistra – come una sorta di Messia. Vi è chi lo definì come “il Presidente di tutto il mondo libero”.
Quello fu un tipico caso di provincialismo italiano ed europeo: la festa per l’incoronazione dell’Imperatore Buono. Oggi i tempi sono cambiati, c’è piùdisincanto non solo verso Obama, ma anche verso la costruzione verticistica dell’Unione Europea. Mi pare che la Francia si sia rivelata “l’anello debole” della catena eurocratica. O meglio: il punto in cui la catena si può spezzare. Chi è contro il capitale, nel senso di Gramsci e di Marx, non può oggi non essere contro l’imperialismo americano, ma poi anche contro l’Europa dell’euro e della finanza, del precariato e del neoliberismo