.Nisargadatta Maharaj. La meraviglia è l'alba della sapienza

L’appercezione in cui tutto sorge, è questa la realtà. Un’appercezione pura e chiara, quella che chiamano l’occhio di Dio.Karl Renz

« La persona non- risvegliata vive nel suo mondo, la persona risvegliata vive nel mondo. » Andrew Cohen

Finché immagino "come dovrei essere", continuerò ad essere quello che sono ora.U.G.Krishnamurti

"Non troverai mai la verità se non sei disposto ad accettare anche ciò che non ti aspetti." Eraclito

Chi è pronto a dar via le proprie libertà fondamentali per comprarsi briciole di temporanea sicurezza non merita né la libertà né la sicurezzaBenjamin Franklin

In televisione non c'è la pubblicità, il mezzo televisivo è "solo" pubblicità.Dioniso 777


venerdì 2 dicembre 2016

Cercano di condizionarvi. Cercano di intimidirvi. Non permettetelo


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“Tu popolo, sei esangue, ma ti viene chiesto di donare altro sangue; in un ciclo che sembra non aver mai fine. Perché aumentano la povertà e la criminalità, mentre i giovani non trovano lavoro e sono costretti a emigrare; mentre il debito pubblico, per quanti sforzi si faccia, non cala mai.
Lo scopo finale è chiaro: far implodere gli Stati nazionali e delegare ogni potere a quegli stessi organismi internazionali, magari attraverso la creazione degli Stati Uniti d’Europa dove i singoli popoli non conterebbero più nulla.
I premier che si sono succeduti in Italia negli ultimi anni sono funzionali a questo disegno: Mario Monti, Enrico Letta, Matteo Renzi.
Confesso: ero pessimista sul futuro dell’Europa. Ma poi, lo scorso giugno, qualcosa è cambiato.
I Britannici hanno detto basta, sebbene avessero in teoria molto da perdere perché la loro economia era tra le migliori al mondo e perché all’interno dell’Unione Europea – oltre a tenere la sterlina – avevano il diritto di sottrarsi a diversi vincoli. Quando c’è stato il referendum le élite hanno cercato di terrorizzarli in ogni modo. Non è servito. I Britannici hanno voluto riprendersi la libertà e preservare i valori fondanti della loro democrazia, della loro identità nazionale e hanno votato per la Brexit.
Anche gli Americani si sono ribellati a un processo economico che ha provocato un continuo impoverimento della classe media e alla rottura del patto sociale con le élite, incapace di autocritica e di discernimento. Anche loro sono stati sottoposti a una campagna martellante da parte dei media e alla minaccia di uno tsunami finanziario, ma non si sono lasciati spaventare e hanno eletto Trump, che era il candidato più temuto dall’establishment transanazionale.
Un’onda si è alzata, portentosa e inaspettata. Un’onda che potrebbe diventare travolgente il 4 dicembre se gli Italiani voteranno no e se gli Austriaci eleggeranno presidente il candidato della destra Hofer, inviando un altro segnale di netta rottura all’establishment di Bruxelles.
Ma come, dirà qualcuno, questa è una riforma che consente all’Italia di cambiare, di diventare più efficiente… Sicuri? quali riforme? E con quali scopi? Renzi vuole pieni poteri per poter realizzare ancor più rapidamente l’agenda delle élite globaliste e, dunque, per spogliare ancor di più l’Italia. E non lasciatevi ingannare dall’Economist che improvvisamente lo abbandona e invita a votare No. L’Economist forse ha capito che il premier è bruciato o forse mette semplicemente le mani avanti, avendo già pronta la soluzione alternativa: un altro governo tecnico. Grazie. Ma abbiamo già dato.
E non lasciatevi ingannare dai titoli terroristici sullo spread che torna a salire e da quelli del Financial Times secondo cui se il referendum venisse bocciato, otto banche fallirebbero; come se ci fosse un nesso casuale tra il dissesto degli istituti e il voto popolare. Se le banche devono fallire, falliranno comunque, statene certi. Questa è propaganda, come quella per il sì che occupa ogni spazio pubblico, soprattutto, martellando senza tregua gli Italiani, con logiche da regime autoritario.
Cercano di condizionarvi. Cercano di intimidirvi. Non permettetelo.
Fate come gli Americani e i Britannici. E votate NO.”

giovedì 1 dicembre 2016

MIO DIO

Mio Dio
Apro gli occhi: sei Tu.
Il cuore che batte: sei Tu.
Un pensiero di tenerezza: sei Tu
Un dolore nel corpo: sei Tu
Un momento di paura: sei Tu
Un bel tramonto: sei Tu
Il giorno peggiore: sei Tu
La delusione piu’ cocente: sei Tu
L’ uomo che mi ama: sei Tu
L’uomo che mi ferisce: sei Tu
Quando non capisco: sei Tu
Quando non decido: sei Tu
Quando sono sfiduciato: sei Tu
Nella gioia più inattesa: sei Tu
Le mie interpretazioni: sei Tu
I miei concetti: sei Tu
Il dentro il fuori il bello il brutto… sei Tu
Sei Tu
Sei sempre Tu
Sei solo Tu
Non c’è niente altro che Tu.
Nessun altro che Tu.
E io ? sei Tu

venerdì 25 novembre 2016

IL CRIMINE MONDIALE DELLE VACCINAZIONI

Fonte http://valdovaccaro.blogspot.it/
LETTERA

PERLE INFORMATIVE DI GIANNI LANNES SUI VACCINI

Ciao Valdo, sull'onda della tua ultima tesina che affronta la questione vaccini ti invio l'ultimo articolo di Gianni Lannes come al solito asciutto, incisivo ma tagliente.
http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2016/11/vaccinazioni-obbligatorie-il-delirio.html
Ma vale la pena di leggere anche quest'ultimo meno recente più esaustivo
http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2014/01/vaccinazioni-un-crimine-mondiale-contro.html
Elena Fasulo

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"VACCINAZIONI OBBLIGATORIE": IL DELIRIO DEL MINISTRO LORENZIN

I BAMBINI NON SONO CAVIE NELLE MANI DI GENTE SQUINTERNATA COL CAMICE

Il ministro Beatrice Lorenzin, neanche laureata, quella che pubblicamente ha confuso i virus con i batteri, ha testé dichiarato: "Vaccinazioni obbligatorie presto anche in altre regioni". Allora, avevo visto giusto quando qualche tempo fa, su questo diario internautico avevo spiegato in termini giuridici la facoltatività di tale pericolosa pratica di nemesi medica a danno dell'infanzia. I bambini non sono cavie, bensì il sale della vita, presente e futuro dell'umanità. È nostro dovere, a qualsiasi costo, preservare la loro incolumità fisica e psichica. In uno Stato di diritto non ha senso la coercizione e l'obbligatorietà, ma vale il ragionevole dubbio, il principio di precauzione. Se poi l'Italia allo sbando, già priva di sovranità e di una classe politica indipendente, è sotto dittatura ne prendiamo atto e combattiamo per rovesciare questo regime telecomandato da interessi speculativi stranieri. Su la testa!

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IL CRIMINE MONDIALE DELLE VACCINAZIONI

UN PADRE CHE HA PERSO DUE FIGLI MI HA INVIATO DATI STRAORDINARI, INCLUSE LE DICHIARAZIONI DELLO STESSO SABIN

Mi ha scritto Giorgio Tremante, un padre che ha perso due figli a causa dei vaccini obbligatori:
"Nonostante il parere negativo di moltissimi scienziati in campo internazionale, fra i quali lo stesso scopritore del vaccino antipoliomielitico, acceso sostenitore delle vaccinazioni, Albert Sabin durante una trasmissione televisiva in Italia su Rai 3, Mi manda Lubrano, alla quale io stesso partecipai in diretta, lo scienziato in differita, fece queste precise affermazioni: "Durante il mio ultimo soggiorno in Italia sono venuto a sapere che era stata appena approvata la legge che introduceva la vaccinazione obbligatoria contro l’epatite B. A mio giudizio si tratta di un errore grossolano e sono certo che il ministro della Sanità è stato molto mal consigliato. In realtà in Italia oltre l’ottanta per cento di casi si verificano tra i tossicodipendenti che fanno uso di siringhe infette o che non cambiano siringhe o tra omosessuali promiscui di sesso maschile. Affrontando questi aspetti del problema si otterrebbero risultati migliori di quelli garantiti dalla vaccinazione obbligatoria previsti dalla legge appena approvata".

SABIN HA BOCCIATO SENZA INDUGIO IL VACCINO ANTIEPATITE B

Inutile e dannoso. Ho verificato e Albert Sabin ha realmente bocciato senz'appello il vaccino obbligatorio antiepatite B, introdotto obbligatoriamente grazie alla tangente da 600 milioni di lire che il presidente della Glaxo ha confessato in tribunale di aver pagato all’allora ministro della sanità Francesco De Lorenzo (condannato per questo reato con sentenza passato in giudicato), uno che ha ipotecato la vita di milioni di bambini. Perché non si abroga la nefasta legge 165 del 1991? A quanto pare viene prima e soprattutto il profitto economico della Glaxo Smith Kline, favorito dai boiardi di Stato.

L'AGENZIA DEL FARMACO ELARGISCE ENORMI SOMME DI DANARO PUBBLICO ALLA GSK

E che dire ai giorni nostri della mafia dei colletti bianchi, ben più pericolosa delle organizzazioni criminali tradizionali? La GSK organizza e tiene convegni con l'Aifa e ha come relatori il professor Boccia (docente universitario a Napoli), condannato insieme al sodale De Lorenzo con sentenza definitiva. E nessuno fiata in Parlamento o nei mass media (tv e giornali) quando l'agenzia di controllo del farmaco ha elargito enormi quantità di denaro pubblico (27,5 milioni di euro) proprio alla Glaxo Smith Kline. Della serie: il controllore se la intende con il controllato. Ho chiesto conto al numero uno dell'Agenzia di controllo del farmaco, eppure a tutt'oggi non ho avuto alcuna risposta. Non è tutto. C'è di peggio, ma nessuno ha compiuto il minimo sobbalzo alla seguente notizia: il 22 ottobre 2012 l'Aifa ha stretto un accordo quadro con l'industria della Difesa per la produzione di farmaci utili a curare - sulla carta (sic!) - ben due milioni di persone afflitte in Italia da malattie rare. La magistratura tricolore se ancora esiste, almeno batta un colpo.

ITALIA PRIMO STATO AL MONDO A INTRODURRE OBBLIGATORIETÀ VACCINATORIA
CONTRO L'ANTIEPATITE B

Rinfreschiamo la memoria a chi detta legge nel nostro Paese dietro suggerimento straniero. In Italia, nel 1991, l'allora ministro della sanità De Lorenzo emana la circolare ministeriale numero 9 con la quale raccomanda ai medici di non notificargli danni da vaccino riferiti da "mamme troppo allarmiste". Singolare coincidenza: l'anno in cui in Italia viene introdotta - primo Stato al mondo - l'obbligatorietà della vaccinazione contro l'epatite B. Nel 2003 erano 400 le famiglie indennizzate per danni da vaccino ai sensi della legge 210/92, e questo numero non include le numerosissime famiglie, specie meridionali, che per estremo di deferenza alla casta medica non osano discutere il responso delle commissioni mediche che escludono sistematicamente la connessione tra danno, anche letale, e vaccino; questo numero non include tutti coloro che ignorano l’esistenza della legge 210/92, e che non sono inclusi nel novero ufficiale dei danneggiati; e tra chi ignora questa legge vanno inclusi persino numerosissimi dirigenti sanitari.

I VACCINI NON SERVONO, FIRMATO SABIN

Albert Sabin, medico e virologo, inventore del vaccino contro la polio (mai brevettato e ceduto gratuitamente all'umanità) ha affermato testualmente: "Cari Medici, secondo me i vaccini antinfluenzali non servono. Le campagne per le vaccinazioni di massa organizzate dai ministeri della sanità sono soldi sottratti alla ricerca seria. Orientamenti e mode. So bene che rischio di provocare polemiche, ma è esattamente questo il mio pensiero".

IN ASSENZA DI VACCINAZIONI LE MALATTIE REGREDISCONO

Sabin aveva esibito i dati ufficiali degli Stati Uniti d'America, in cui si evidenziava che chi era stato vaccinato contro l’influenza si ammalava nella stessa percentuale di chi non era stato vaccinato. Ergo: una prova scientifica della efficacia delle vaccinazioni non esiste, semmai possediamo molte indicazioni in senso contrario. In sostanza, i difensori delle vaccinazioni presentano i dati di regressione delle malattie a partire dagli anni in cui vengono introdotte le vaccinazioni, omettendo di evidenziare il periodo antecedente che mostra essere l’epidemia già in calo, oppure omettendo di confrontare i grafici tra Paesi vaccinati e non vaccinati. In questo modo producono l’illusione che tali regressioni siano dovute ai vaccini. Se il livello di vita è uguale, le malattie evolvono secondo curve simili nei Paesi vaccinati e in quelli non vaccinati. In assenza di vaccinazioni, le malattie regrediscono in tutti i Paesi in cui si eleva il livello di vita.

I VACCINI SONO RISCHIOSI, PERICOLOSI E SEMPRE DANNOSI

Una delle certezze incrollabili (un falso mito) dell'uomo occidentale è che le vaccinazioni, oltre ad essere un efficace sistema per impedire l'insorgere di molte malattie, siano anche innocue (vale a dire, prive di effetti collaterali). Mostrare, con statistiche ufficiali alla mano che numerose epidemie, in certi Paesi del mondo, erano già in calo prima dell'introduzione delle vaccinazioni provoca nell'interlocutore medico una reazione isterica, scomposta, irrazionale. Alla prova dei fatti sembra che non si possa negare il dogma delle vaccinazioni, in base ai dettami imperanti nella classe medica, o forse sarebbe più appropriato definirla la mafia dei camici bianchi. Purtroppo numerosi medici, e tanti pediatri sia pur in buona fede, non hanno dimestichezza con la ricerca storica e con la statistica sociale. Insomma, sono malati di analfabetismo funzionale, e sono al contempo affetti da amnesia cronica. Caso a parte, anzi clinico, quello dei negazionisti decerebrati che imperversano nei salotti televisivi e scorazzano sul web. Essi sono i veri narcotizzatori del rischio.

LA LORENZIN NON È AFFATTO UNA SCELTA CASUALE

Esattamente in Italia qualche anno addietro, durante l'ultimo Governo Prodi, l'allora ministro della salute (neanche laureata e coautrice con Napolitano di una xenofoba ed incostituzionale legge contro i migranti, la cosiddetta Turco-Napolitano, autorizzò una sperimentazione segreta sui vaccini per l'infanzia.
http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2012/10/vaccini-esperimenti-segreti-in-italia.html

L'AFFARE VACCINI È IL CAPITOLO PIÙ OSCURO DELLA MEDICINA

L'affare vaccinazione costituisce il capitolo più oscuro nella storia della medicina. Non esistono prove che dimostrino la reale efficacia delle predette pratiche sanitarie. Infatti alla luce di una assolutamente incompleta conoscenza dei meccanismi immunitari, solo la comparazione di grandi gruppi di vaccinati e non (doppio cieco), proverebbe qualcosa, ma stranamente non si vuole mai realizzare questo test risolutivo per dirimere la controversia a livello scientifico.

CHI TIRA LE FILA?

giovedì 17 novembre 2016

LO STRANO ‘EFFETTO TRUMP’ – MOSTRA L’INNATURALITA’ DEL SISTEMA

“Donald Trump può essere un buon presidente, dopotutto”, scrive il giornale economico francese “La Tribune”: “Accusare  la politica commerciale cinese non è assurdo”.
“Trump può davvero rimettere  sui binari l’economia Usa”, concede su Asia Times David Goldman, speculatore americano basato ad Hong Kong, e (quando scrive di geopolitica con lo pseudonimo di “Spengler”) suprematista ebraico e neocon.  “L’economia Usa è il 10 per cento più piccola di quanto potrebbe essere  in una ‘normale’ ripresa dopo il 2008; basta che guadagni la metà del terreno perduto, ed è  un 5% in più di Pil”.
La fa  facile, Spengler.  Ma va segnalata l’aria di ottimismo e sollievo che, negli ambienti più lontani del mondo, accompagna la  vittoria di The Donald.  Durerà poco, temo, ma è notevole.  In un attimo, non si parla più di TTIP, né di trattati commerciali globali  che tolgono sovranità agli stati per darla alle multinazionali.  Sui mercati rincarano le materie prime  e i titoli industriali  e calano i titoli finanziari o “vuoti” (come Facebook), in previsione di una reindustrializzazione  un ritorno all’economia reale che Trump ha  annunciato, ma non si  sa nemmeno se sia realizzabile.
Trump non ha fatto che qualche telefonata (a Putin, Xi Jinpin, Teresa May, non a Juncker), non ha ancora emanato direttiva alcuna,   è ancora ben lontano dall’essersi insediato alla Casa Bianca,   è  persino contestato in patria; eppure  già  tutto avviene  come se  la sua politica mondiale, che ha espresso solo come intenzione e imprecisione , venisse naturalmenteeseguita.  Bulgaria e Moldavia hanno eletto governanti filo-russi;  la giunta di Kiev è nel panico e si prepara a reprimere nel sangue la “nuova Maidan”, una rivolta della popolazione  che  ha impoverito e depredato,  mentre i caporioni si sono arricchiti sotto la protezione del Dipartimento di Stato,che li ha usati in funzione anti-Mosca.  Adesso si sa persino, dai sondaggi, che il 68 per cento degli ucraini vorrebbero come presidente – udite udite – lui, Vladimir Putin .

All’Est,  un ritorno al reale

Il sollievo in Russia è ancora più evidente.  “La vittoria di Trump  ha scongiurato la terza guerra mondiale”, ha dichiarato Sergei Glaziev,  uno dei più vicini collaboratori di Vladimir Vladimirovic.  Ma  a Mosca non ci si limita a godere  lo stato  d’animo da fine dell’incubo,  cominciano le pulizie:  il ministro dello sviluppo economico, Aleksei Ulukaiev, viene arrestato per   tangenti: ora, si da il caso che Ulukaiev sia uno dei tre o quattro altissimi esponenti del governo che dagli eurasiatici (Dugin, lo stesso Glaziev) vengono additati  come “la quinta colonna”  di  Wall Street  e del Fondo Monetario, ideologicamente affini a Washington.  “Finalmente Putin è in posizione di smantellare   la Quinta Colonna”, valuta l’analista Umberto Pascale da Washington.


Però "Ci siamo ancora"
Motto globalista “Siamo ancora  qui”

Ciò che avviene  nell’Est Europa  è in qualche modo un “ritorno al reale”,  al destino manifesto di piccole e grandi nazioni; il fatto che avvenga spontaneamente, alla sola comparsa di  Trump,  accusa quanto “innaturali” fossero le costruzioni che ha imposto Washington nel decennio passato. La rottura dell’Ucraina con la Russia finanziata  con 5 miliardi dalla Nuland,  la  forzata introduzione di Bulgaria, Moldavia (e Romania) nella NATO;  la stessa chiusura di noi europei   in una guerra fredda assurda che  rischiava di diventare da un giorno all’altro calda,   il cui scopo non era altro che quello indicato da Brzezinski: impedire l’integrazione economica fra Russia e l’Europa occidentale,  mostrano quel che erano: forzature, imposte per coercizione. Sistemazioni artificiali, mantenute solo dalla hubrys  americanista.  E’ bastato che la coercizione si rilassasse,   che il buonsenso desse l’impressione di  insediarsi a Washington, ed ecco che le cose tornano a posto. Fine della  globalizzazione, ritorno alle nazioni, pace con la Russia secondo il destino manifesto europeo.
Mostra anche quanto  è  innaturale la costruzione chiamata Unione Europea, come di colpo sia divenuta obsoleta ed arcaica questa costruzione   che i maggiordomi locali dell’americanismo  hanno prima disciolto nel mercato globale (liquidando  la miglior proposte di De Gaulle, la “fortezza Europa”) e da ultimo, ampliato a dismisura per intrusione e sfida alla Russia, finendo per identificarla con la NATO stessa,  per farne insomma uno strumento bellico – dove per lo più a dettare il Nemico sono estoni e lituani e polacchi.
Adesso:  “La UE ha riunito un incontro  urgente,  nel panico perché Trump può smettere di pagare il 73% della NATO”, sunteggia brutale ma chiaro un blogger. Dunque la NATO esiste solo perché Washington   la mantiene coprendo il 73% delle spese – ovviamente nell’interesse americanista, non di noi “protetti”

lunedì 14 novembre 2016

Gaffe della Botteri la dice lunga sul ruolo dei giornali

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Sulla inutilità della Botteri, corrispondente RAI in USA a 200.000 € all’anno, ha già ben descritto Maurizio Blondet, in alcuni suoi ottimi pezzi, come questoquesto, o questo.
Ora però, forse per la stanchezza, forse per un lapsus freudiano, scopriamo (o lo avevamo già intuito?che la Botteri, così come il resto della stampa, non è distratta o incompetente, ma ha un obiettivo ben preciso che non è quello di informare. E sì, lo ha ammesso apertamente: cosa succederà alla stampa, a noi giornalisti, se, come si è visto, non abbiamo più la possibilità di influenzare la gente?
Come come come? Scusa, ma il ruolo della stampa, dell’informazione, non era, appunto, quello di informare? E invece, grazie a questa provvidenziale gaffe, scopriamo che vi preoccupate di non riuscire più a pilotare le masse?
Parole testuali:
«Che cosa succederà a noi giornalisti? Non si è mai vista come in queste elezioni una stampa così compatta ed unita contro un candidato… che cosa succederà ora che la stampa non ha più forza e pesonella società americana? Le cose che sono state scritte, le cose che sono state dette evidentemente non hanno influito su questo risultato e sull’elettorato che ha creduto a Trump e non alla stampa!»
Forse è per questo che che la gente non si fida più di voi? Forse è per questo che non vendete più giornali?  Forse è per questo che dovete andarvene tutti a casa?

martedì 8 novembre 2016

Felicità" di Robert Adams

Fonte http://lampidiluce.blogspot.it/

Dalla collezione dei Satsang di Robert Adams, discepolo diretto di Ramana Maharshi

(In fondo al post il testo originale in inglese)


Felicità, 9 giugno 1991.

Robert Adams:

“La coscienza non ha nulla da fare.

la realtà assoluta è la realtà assoluta

semplicemente nel modo in cui è.

Non deve praticare alcuna sadhana,

canto o mantra, o fare qualsiasi cosa.

Perché non risvegliarsi ora?

Che cosa stai aspettando?

Decidi

che ti stai risvegliando in questo momento,

permetti alla tua mente di trasformarsi nel tuo cuore,

che è pura consapevolezza.

Fallo.

Alcuni di voi stanno ancora chiedendosi,

come faccio?

Attraverso il silenzio,

vivere il momento,

l'adesso,

la realtà.

Nulla sta accadendo ora.

Nessuno sta soffrendo.

Ora è l'unico momento che hai.

Rimani nel momento.

Tutto è perfetto in questo momento.

Sentilo.

Non pensarci.

Sentilo.

Non ci sono ieri,

non ci sono domani.

Tutti i tuoi cosiddetti peccati

sono stati trascesi.

Né passato né futuro.

Adesso sei pienamente vivo.

Proprio adesso.

Goditelo.

Ricorda,

non appena la mente inizia a pensare,

afferrala osservandola,

e ritorna al momento presente.

Ogni volta che cadi nei pensieri,

ricordati di catturarti.

Ci sono molti di voi che consentono

alle loro menti di scappare.

Dimorate nel momento presente.

Non accade nulla nel momento presente

Il momento è l'eternità.

Se stai facendo questo in modo corretto,

dovresti iniziare a provare gioia che sgorga dentro di te.

Una gioia,

una beatitudine,

una pace

che non hai mai provato prima.

Sentila.

Niente altro esiste al di fuori di

questa pace,

questo amore,

questa consapevolezza.

Chiamala con il nome che preferisci,

non importa.

Tu sei Quello.”

domenica 30 ottobre 2016

Trump: Hillary e i media, l’impero criminale è nel panico

Il nostro movimento vuole sostituire un establishment politico fallito e corrotto – e quando dico “corrotto”, intendo dire totalmente corrotto – con un nuovo governo controllato da voi, il popolo americano. L’establishment politico farà di tutto – racconteranno qualsiasi bugia, pur di mantenere a vostre spese il prestigio e il potere di cui godono. Ed è quello che sta succedendo. L’establishment di Washington e le società finanziarie e i media che lo finanziano esistono per una sola ragione: per proteggere e arricchire se stessi. L’establishment si gioca migliaia di miliardi di dollari in queste elezioni. A titolo di esempio, soltanto uno degli accordi commerciali che vorrebbero far passare vale migliaia di miliardi di dollari, controllati da molti paesi, società e gruppi di pressione. Perché coloro che controllano le leve del potere a Washington, e interessi particolari a livello mondiale, collaborano con queste persone, che non hanno in mente il vostro bene. La nostra campagna rappresenta per loro una vera minaccia esistenziale, come non ne hanno mai viste prima. Non si tratta semplicemente di un altro mandato di quattro anni. Questo è un punto di svolta nella storia della nostra civiltà in cui si determinerà se noi, il popolo, riusciremo a riprendere il controllo del nostro governo.
L’establishment politico che sta cercando di fermarci è lo stesso che porta la responsabilità dei nostri accordi commerciali disastrosi, dell’immigrazione di massa, delle politiche economiche e della politica estera che hanno dissanguato il nostro Trumppaese. La classe politica ha portato alla distruzione delle nostre fabbriche e dei nostri posti di lavoro, dirottati in Messico, in Cina e in altri paesi in tutto il mondo. I dati sull’occupazione appena pubblicati rimangono deboli. Il nostro prodotto interno lordo, o Pil, è appena sopra l’1%. E sta calando. I lavoratori degli Stati Uniti stanno producendo meno di quanto si produceva quasi 20 anni fa, ma stanno lavorando di più. E lo stesso vale per me, e quindi posso dirvelo. Si tratta di una struttura di potere globale responsabile delle decisioni economiche che hanno deprivato la nostra classe operaia, spogliato il nostro paese della sua ricchezza e messo quei soldi nelle tasche di un pugno di grandi società e gruppi politici. Basta guardare a quello che questo establishment corrotto ha fatto delle nostre città, come Detroit; Flint, Michigan; e delle città rurali in Pennsylvania, Ohio, North Carolina e in tutto il nostro paese. Date un’occhiata a quello che sta succedendo. Hanno spogliato queste città. Le hanno saccheggiate e hanno portato i posti di lavoro lontano dal nostro paese, e non tornernno mai più, a meno che io non sia eletto presidente.
La macchina Clinton è al centro di questa struttura di potere. L’abbiamo visto chiaramente nei documenti di Wikileaks, in cui Hillary Clinton ha incontri segreti con le banche internazionali per pianificare la distruzione della sovranità degli Stati Uniti, al fine di arricchire questi poteri finanziari globali di cui condivide gli interessi e che sono i suoi finanziatori. Sì, è vero. Onestamente, dovrebbe essere rinchiusa. E allo stesso modo le e-mail mostrano che la macchina Clinton è così strettamente e irrevocabilmente legata alle organizzazioni dei media che – ascoltate questa – del dibattito con Bernie Sanders le sono state date le domande e le risposte in anticipo. Ad Hillary Clinton hanno anche dato il potere di veto sulle citazioni che la riguardano sul “New York Times”. Sicuramente non lo fanno con me, questo posso dirvelo. E le e-mail mostrano che i giornalisti collaborano e cospirano direttamente con il comitato elettorale di Clinton su come aiutarla a vincere le elezioni. C’è in gioco il Hillaryloro controllo sul nostro governo, ci sono in gioco migliaia di miliardi di dollari, e la macchina Clinton è determinata a distruggere la nostra campagna elettorale, ma questo non deve accadere.
L’arma più potente messa in atto da Clinton è la grande stampa. Cerchiamo di essere chiari su una cosa, i grandi media nel nostro paese non hanno più niente a che fare col giornalismo. Si tratta di un particolare gruppo di interesse politico non diverso da qualsiasi lobbista o altro ente finanziario con un programma politico, e l’ordine del giorno non è nel vostro interesse, è nel loro. E il loro ordine del giorno è quello di eleggere ad ogni costo Hillary Clinton, la corrotta, a qualsiasi prezzo, non importa quante vite vengano distrutte. Per loro si tratta di una guerra, e non hanno limiti. Questa è una lotta per la sopravvivenza della nostra nazione, credetemi. E l’8 novembre sarà la nostra ultima possibilità di salvarla, ricordatelo. Con questa elezione si deciderà se siamo una nazione libera, o se abbiamo solo l’illusione della democrazia, ma siamo di fatto controllati da un piccolo gruppo di interessi particolari globali che stanno manipolando il sistema, e il nostro sistema è truccato. Questa è la realtà, voi lo sapete, loro lo sanno, io lo so, e praticamente tutto il mondo lo sa. L’establishment e i loro sostenitori dei media controlleranno questa nazione con mezzi che sono molto ben conosciuti. Chiunque sfida il loro controllo è condannato come sessista, razzista, xenofobo, e moralmente deforme.
Vi attaccheranno, vi calunnieranno, cercheranno di distruggere la vostra carriera e la vostra famiglia, cercheranno di distruggere tutto di voi, anche la vostra reputazione. Mentiranno, diranno menzogne, menzogne, e ancora peggio, faranno tutto ciò che è necessario. I Clinton sono criminali, ricordatelo. Sono criminali. Questo è ben documentato, e l’establishment che li protegge è impegnato in un massiccio insabbiamento di attività criminali diffuse presso il Dipartimento di Stato e la Fondazione Clinton, al fine di mantenere i Clinton al potere. Mai nella storia abbiamo visto un insabbiamento come questo, la distruzione totale di 33.000 e-mail; 13 iPhone, alcuni anche con il martello; computer portatili; interi fascicoli di prove mancanti; e molte, molte altre cose. Le persone che sono in grado di compiere questi crimini contro la nostra nazione sono Supporters di Trumpcapaci di tutto. E così ora affrontiamo le calunnie e la diffamazione che appena ieri sera sono state gettate su di me dalla macchina Clinton e dal “New York Times” e altri media, come parte di un attacco concertato, coordinato e feroce.
Non è un caso che questi attacchi arrivino nello stesso esatto momento, tutti insieme nello stesso momento in cui Wikileaks pubblica i documenti che espongono la massiccia corruzione internazionale della macchina Clinton, tra cui più di 2.000 e-mail solo questa mattina. Queste affermazioni feroci sul mio comportamento inappropriato con le donne sono totalmente e assolutamente false. E i Clinton lo sanno, e lo sanno molto bene. Queste accuse sono state costruite. Sono pura finzione, sono menzogne. Questi fatti non sono mai, mai accaduti e le persone che si sono prestate a dire queste cose lo sanno benissimo. Guardate queste persone, studiatele, e lo capirete. Le accuse sono assurde, ridicole, e sfidano la verità, il buon senso e la logica. Abbiamo già degli elementi di prova sostanziali per contestare queste menzogne, e saranno resi pubblici in modo adeguato e al momento opportuno, molto presto. Queste bugie provengono da delle fonti le cui storie e accuse precedenti sono già state screditate. Gli organi di stampa non hanno nemmeno tentato di confermare i fatti, perché anche una semplice indagine avrebbe mostrato che non erano altro che falsità.
Sei mesi fa, il “New York Times” ha scritto un articolo lunghissimo per attaccarmi, e la testimone centrale che hanno usato ha poi detto che la storia era falsa; che lei era stata citata erroneamente. Lei ha detto che ero una brava persona. Ha avuto un grande coraggio, sarò onesto con voi. Era una persona straordinaria. Non ha mai fatto quelle osservazioni. Quando ho letto l’articolo, è stata una sorpresa – come avrebbe potuto dire quelle cose? E infatti non lo aveva dette. Abbiamo chiesto una ritrattazione, ma si sono rifiutati di pubblicarla, proprio come si sono rifiutati di pubblicare i commenti di un’altra fonte, un suo libro dove mi elogiava, o le parole di un’altra meravigliosa donna che ha detto cose molto belle su di me. Hanno messo altre dichiarazioni che lei non aveva fatto, travisandole. La storia era una frode ed è una gran vergogna per il “New York Times”, un Melania Trumpgrande articolo in prima pagina. Prima pagina, centrale, foto a colori, una vergogna. Erano molto imbarazzati, e questo farà parte della causa che stiamo preparando contro di loro.
Oggi gli stessi due autori screditati, che avrebbero dovuto essere già stati licenziati dal “New York Times” per quello che hanno fatto, raccontano un’altra storia completamente inventata e falsa, che presumibilmente ha avuto luogo su un aereo più di 30 anni fa. Un altro racconto ridicolo, nessun testimone, niente di niente. Poi, c’è stata una giornalista del “People Magazine”, che aveva scritto un articolo su Melania e su di me nel nostro primo anniversario. L’articolo era bello, molto piacevole. Ma, ieri sera, abbiamo sentito, dopo 12 anni – questo articolo era stato scritto 12 anni fa – una nuova accusa su delle avances che avrei fatto alla giornalista durante l’intervista… E ho posto una domanda molto semplice: perché non ne ha parlato nell’articolo pubblicato 12 anni fa? Perché non ne ha parlato? Io ero una delle più grandi stelle in televisione con “The Apprentice” e sarebbe stata una delle più grandi storie dell’anno. Pensate, stava scrivendo questo articolo su Melania, che era incinta al momento. E Donald Trump, al nostro primo anniversario, faceva avances alla giornalista, e tra l’altro, in un’area pubblica, con gente da tutte le parti. Date un’occhiata, guardatela. Guardatela, e considerate le sue parole. Ditemi, cosa ne pensate. Io non credo – non credo.
Queste sono persone orribili, orribili bugiardi. Ed è interessante notare, capita che tutto questo venga fuori 26 giorni prima delle elezioni, non è incredibile? Ora il “New York Times” sta lottando disperatamente per la sua sopravvivenza finanziaria. E probabilmente chiuderà tra non molto, vista la sua situazione finanziaria. Il che non sarebbe una brutta cosa, se l’obiettivo è conoscere la verità. Ma via via che la situazione si fa sempre più problematica, c’è sempre più corruzione, e vigliaccheria. E anche gli altri media mainstream stanno continuando a infierire, e tutto tra oggi e l’8 novembre. E bisogna vedere gli articoli che hanno scritto, uno dopo l’altro, fatti che non significano nulla, giornalismo di terz’ordine. I grandi editori del passato del “New York Times” e degli altri giornali, signore e signori, si rigirano nella tomba. Non permetterò alla macchina Clinton di trasformare la nostra campagna in una discussione sulle loro calunnie e menzogne. Rimarrà focalizzata sui problemi che il La campagna di Trumppopolo americano deve affrontare. Ma lasciatemelo dire il più chiaramente che posso, questi attacchi sono orchestrati dai Clinton e dai medialoro alleati. L’unica cosa che la Clinton ha dalla sua parte è la stampa: senza la stampa, lei è zero assoluto.
Manca meno di un mese alle elezioni più importanti del nostro tempo. E i sondaggi ci danno testa a testa. Non credeteci. L’ultimo sondaggio e il più autorevole, il Rasmussen, venuto fuori stamattina, appena pubblicato, dà Trump avanti di due punti percentuali. Bello. La nostra grande civiltà, qui in America e in tutto il mondo civile, è giunta alla resa dei conti. Lo abbiamo visto nel Regno Unito, dove hanno votato per liberarsi dal governo globale e dagli accordi commerciali a livello globale, dalle politiche sull’immigrazione che hanno distrutto la loro sovranità e hanno distrutto molte nazioni. Ma la base centrale del potere politico mondiale è proprio qui, in America; il nostro corrotto sistema politico è il più grande potere che appoggia gli sforzi per una globalizzazione radicale e per la privazione dei diritti dei lavoratori. Le loro risorse finanziarie sono praticamente illimitate, le loro risorse politiche sono illimitate, i loro mezzi di comunicazione sono senza pari, e, soprattutto, la profondità della loro immoralità è assolutamente senza limiti.
Consentiranno ai terroristi islamici di entrare nel nostro paese a migliaia. Faranno entrare il grande cavallo di Troia – e io non voglio che la gente tra cent’anni o ducento si volti indietro e gli venga raccontata una storia in cui eravamo condotti da personaggi inetti, incompetenti e corrotti come Barack Obama e Hillary Clinton. Non vogliamo esser parte di quella storia. E a proposito, il presidente Obama dovrebbe smetterla di fare campagna elettorale e cominciare a creare posti di lavoro, cominciare a lavorare per tirar su il nostro Pil, cominciare a lavorare per rafforzare i nostri confini. L’establishment politico corrotto è una macchina, non ha anima. Sapevo che questi attacchi calunniosi sarebbero arrivati. Sapevo che questo giorno sarebbe arrivato, era solo una questione di quando. E sapevo che il popolo americano sarebbe stato superiore e avrebbe votato per il futuro che merita. L’unica cosa che può fermare questa macchina corrotta siete voi. L’unica forza potente abbastanza da salvare il Loretta Lynch, capo del Dipartimento di Giustizianostro paese siamo noi. L’unico popolo abbastanza coraggioso da votare contro questo establishment corrotto siete voi, il popolo americano.
Loro controllano incredibilmente il Dipartimento di Giustizia. E si sono anche segretamente incontrati con il procuratore generale degli Stati Uniti. Si sono incontrati per 39 minuti e molto probabilmente è stato il tempo di discutere la sua riconferma, in una amministrazione Clinton, come procuratore generale, appena prima di prendere la decisione sull’opportunità o meno di perseguire Hillary Clinton. Credo proprio che abbiano parlato del fatto che lei rimarrà nella sua posizione sotto l’amministrazione corrotta di Hillary Clinton. Nello stesso modo, hanno sostanzialmente corrotto il direttore del Fbi, al punto in cui già si dice in giro che i grandi – e sono davvero grandi – uomini e donne che lavorano per l’Fbi sono nell’imbarazzo e nella più grande vergogna per quel che questa persona ha fatto alla nostra grande istituzione, la stessa Fbi. Hillary Clinton è colpevole di tutte le affermazioni che il direttore Comey ha fatto alla sua conferenza stampa e all’audizione al Congresso e molto altro. Eppure, dopo aver letto tutti quei capi d’accusa, di cui lei era indubbiamente colpevole, l’ha scagionata. Mentre tante altre vite, tra cui quella del generale Petraeus e molte altre, sono state distrutte per molto, molto meno. Questa è una cospirazione contro di voi, contro il popolo americano, e non posiamo permettere che tutto questo accada e vada avanti.
Questo è il nostro momento della resa dei conti, come società e anche come civiltà. Non ho bisogno di fare questo, gente, credetemi. Ho costruito una grande azienda, e ho avuto una vita meravigliosa. Avrei potuto godere i frutti e i benefici di anni di affari e di successo per me e la mia famiglia. Invece di passare attraverso questo orrore assoluto di menzogne, inganni, attacchi ingiuriosi – chi l’avrebbe detto? Lo sto facendo perché questo paese che amo mi ha dato tanto, e sento con forza che è il momento di ricambiare. Molti dei miei amici e molti esperti di politica mi hanno avvertito che questa campagna sarebbe stata un viaggio verso l’inferno. Ma si sbagliano. Sarà un viaggio verso il paradiso, perché aiuteremo tante persone che hanno disperatamente bisogno di aiuto. Nella mia vita precedente ero un insider, come tanti altri. E sapevo cosa vuol dire e so ancora cosa vuol dire essere un insider. Non è male, non è male. Ora sono stato punito per essere uscito dallo specialissimo club e per avervi rivelato le cose terribili che stanno accadendo nel nostro paese. Poiché facevo parte del club, io sono l’unico che può James Comey, Fbirisolvere il problema. Sto facendo questo per il popolo e per il movimento, e prenderemo di nuovo questo paese, per voi, e faremo di nuovo grande l’America.
L’establishment corrotto sa che siamo una grande minaccia per la loro impresa criminale. Sanno che se vinciamo il loro potere è finito, e sarà restituito a voi, al popolo. Quando si guarda ai nostri accordi commerciali che sono così sconvenienti. Il nostro debito è raddoppiato in sette anni e mezzo, a quasi 20 miliardi di dollari, sotto Obama. Dobbiamo raddrizzare il nostro paese. Il nostro è un movimento come non l’abbiamo mai visto nella storia di questo paese. Anche gli esperti, anche i media – che per i loro motivi sono assolutamente avversi a Donald Trump – ammetteranno che questo è un movimento di cui non si è mai visto l’uguale. Ed è un movimento sui veterani che hanno bisogno di cure mediche. Sulle madri che hanno perso i loro amati figli per il terrorismo e il crimine. Sulle città dell’interno e sulle città di confine che hanno disperatamente bisogno del nostro aiuto. Sui milioni di disoccupati in America. Sugli americani che non trovano posti di lavoro perché l’occupazione si è spostata in Messico e in molti altri paesi. Questa elezione è sulle persone schiacciate da Obamacare. E sulla necessità di sconfiggere l’Isis e nominare una Corte Suprema e un giudice della Corte Suprema – potrebbero essere quattro o cinque – col compito di difendere e proteggere la nostra Costituzione.
Questa elezione è anche sugli afro-americani e ispanici-americani, così importanti per me, le cui comunità sono state gettate nella criminalità, nella povertà e nel degrado delle scuole dalle politiche corrotte di Hillary Clinton. Credetemi, è marcia. Se si guardano i quartieri poveri delle città si vede una pessima istruzione, non c’è lavoro, nessuna sicurezza. Vai a fare la spesa con tuo figlio e ti sparano. Esci di casa per vedere cosa sta succedendo, e ti sparano. A Chicago 3.000 persone sono state assassinate dal 1° gennaio. Non abbiamo intenzione di lasciare che accada. Che vi piaccia o no Donald Trump, direte tutti che mantiene quello che dice. Siamo superiori alle bugie, alla sporcizia, alle ridicole calunnie dei giornalisti anche loro ridicoli e molto, molto disonesti. Voteremo per il paese che vogliamo, per il futuro che vogliamo, e per mandare a casa questo governo corrotto, e subito. Hanno tradito i nostri lavoratori, hanno tradito i nostri confini e, soprattutto, hanno tradito le nostre libertà. Salveremo i nostri diritti sovrani come nazione. Porremo fine alla politica del profitto; al governo degli interessi particolari; alla rapina dei nostri posti di lavoro da parte di altri paesi. Il nostro Giorno dell’Indipendenza è a portata di mano, e finalmente arriva, l’8 novembre.
(Donald Trump, estratto del discorso elettorale tenuto a Palm Beach il 13 ottobre 2016, tradotto e ripreso da “Voci dall’Estero”).

venerdì 21 ottobre 2016

Il prezzo del declassamento di Thierry Meyssan

Fonte http://www.voltairenet.org/
Washington cerca di tenere le sue posizioni senza dover scatenare la Terza Guerra mondiale. Ma la scommessa sembra impossibile da reggere. Mosca le offre una via d’uscita in Siria e in Yemen. Ma se gli Stati Uniti scegliessero questa strada, dovrebbero abbandonare certi loro alleati.
 | DAMASCO (SIRIA)  
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Un’aquila calva, simbolo degli Stati Uniti.
Dopo la rottura della cessazione delle ostilità dell’Eid, si manifesta un crescente divario tra l’atmosfera spensierata delle società occidentali e la gravità delle società russe e cinesi.
A Mosca, la televisione trasmette servizi sui rifugi antiatomici e sui giochi di squadra di "corse a ostacoli per combattenti". Mentre a Washington si prende in giro la paranoia dei russi che credono nella possibilità di una Terza Guerra mondiale.
Eppure i due Grandi s’inviano messaggi da far rizzare i capelli in testa. Dopo le minacce statunitensi di attacchi aerei in Siria, Mosca ha rotto l’accordo sulla limitazione delle scorte di plutonio e messo a punto il suo sistema di lancio delle bombe nucleari lanciando tre missili intercontinentali. Il portavoce dell’armata russa ha messo in guardia i suoi omologhi e ha annunciato che il suo armamento era in grado di distruggere qualsiasi velivolo USA, sia che si trattasse di missili da crociera sia di aerei Stealth. Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito degli Stati Uniti, con orgoglio ha replicato che in caso di guerra frontale, le forze aeree e marine dei due eserciti sarebbero rapidamente neutralizzate, e che Washington avrebbe vinto sul terreno.
Il suo discorso marziale ha impressionato ben poco i russi ma ha preoccupato i membri del Congresso, al punto che 22 di loro hanno scritto al presidente Obama chiedendogli di impegnarsi a non scatenare per primo la guerra nucleare. Mosca ha dato istruzioni ai suoi diplomatici presso i paesi della NATO affinché rimpatrino le loro famiglie e di essere pronti a far ritorno essi stessi.
Una volta i romani assicuravano che “Se vuoi la pace, prepara la guerra!” (Si vis pacem, para bellum). L’idea è che in occasione di disaccordo internazionale, la vittoria sarà ottenuta, senza guerra, da colui che sembri in grado di prevalere con la forza delle armi.
Orbene, il fatto è che la popolazione russa si sta preparando alla guerra (per esempio, questa settimana 40 milioni di russi partecipano a esercitazioni con evacuazioni di edifici e di lotta contro gli incendi), mentre gli occidentali se la spassano nei centri commerciali.
Ovviamente c’è la speranza che la ragione prevalga e che eviteremo la guerra mondiale. In ogni caso, queste rodomontate testimoniano che quel che è in gioco, qui in Siria, da cinque anni, non quel che crediamo. Se all’inizio, per il Dipartimento di Stato, si trattava di realizzare il suo piano della "Primavera araba", vale a dire il rovesciamento dei regimi laici della regione e la loro sostituzione con i Fratelli Musulmani, la Russia e la Cina hanno concluso rapidamente che il mondo non poteva più essere governato dagli Stati Uniti e che questi non potevano più decidere la vita e la morte dei Popoli.
Nel tagliare la Via della Seta storica in Siria, e la nuova via della seta in Ucraina, Washington ha fermato lo sviluppo della Cina e della Russia. Le ha spinte nelle braccia l’una dell’altra. L’inaspettata resistenza del popolo siriano ha costretto gli Stati Uniti a mettere in gioco il proprio dominio mondiale. Il mondo, che era diventato unipolare nel 1991 con l’operazione "Desert Storm", è in procinto di cambiare e diventare bipolare, e forse in seguito multipolare.
Nel 1990-91 il cambiamento dell’ordine mondiale era avvenuto senza guerra (l’invasione dell’Iraq non ne era la causa bensì la conseguenza), ma al prezzo del collasso interno dell’Unione sovietica. Il tenore di vita degli ex sovietici si ridusse drasticamente; le loro società furono profondamente disorganizzate; le loro ricchezze nazionali saccheggiate con il pretesto di essere privatizzate; e la loro speranza di vita diminuì di oltre 20 anni. Dopo aver creduto che questa sconfitta fosse quella del modello sovietico, ora sappiamo che la caduta dell’URSS era anche - forse soprattutto - il risultato del sabotaggio dell’economia da parte della CIA.
Non è dunque impossibile giungere a un riequilibrio globale, senza confronto generalizzato. E, per evitare la Guerra Mondiale, il centro della discussione tra John Kerry e Sergey Lavrov si è spostato dalla battaglia di Aleppo a un cessate il fuoco generale che valga sia per tutta la Siria sia per lo Yemen. Così è stata appena annunciata una tregua di 8 ore ad Aleppo e di 72 ore in Yemen.
Il problema è che gli Stati Uniti non possono retrocedere dal primo posto indiscusso – di cui si erano impadroniti e che hanno mal utilizzato – fino all’uguaglianza con la Russia senza pagarne il prezzo, loro o i loro alleati .
Stranamente i cinque stati arabi, la Turchia e l’Iran, che sono stati invitati Sabato a Losanna da Kerry e Lavrov, sono usciti soddisfatti dalla riunione. Eppure era il loro futuro a essere in questione. Nessuno di loro sembra pensare che certe teste debbano cadere, come sono cadute quelle dei dirigenti del Patto di Varsavia. Nella situazione attuale, è possibile astenersi dal distruggere una parte dell’Umanità, ma l’importanza del declino statunitense verrà misurata dal numero e dall’importanza degli alleati che sacrificheranno.
Traduzione
Matzu Yagi

sabato 15 ottobre 2016

Putin: l’Italia potrebbe essere la Nazione più ricca al mondo, ma hanno cattivi politici


Fonte 
Secondo Vladimir Putin l’Italia è un grande paese, con storia e tradizioni, una meta ambita da numerosi turisti, ma soprattutto un paese che potrebbe rifiorire in ogni settore, agricoltura, artigianato e teconologia.
“Ho portato le migliori menti italiane in Russia, i migliori artigiani, i migliori medici, i migliori economisti voglio che il paese da me amministrato diventi la più grande potenza mondiale e sono convinto che gli Italiani siano le persone giuste a cui affidare questo compito. Non capisco come il popolo non si renda conto che i loro politici stanno dilapidando un patrimonio immenso, la Nazione Italia potrebbe uscire dalla crisi domani stesso, ma non con questi politici”.
Ecco cosa risponde quando gli si chiede cosa pensa di Matteo Renzi:
“Una persona che non è in grado di farsi rispettare in Europa e nel Mondo, non gode della stima di nessun’altro capo di Stato, lo ritengo un ladro, un incapace, un ignorante e uno che dice solo vuote banalità”.
Parole dure che trovano daccordo molti cittadini italiani, i quali sono pieni di rabbia e impotenza, per un premier mai eletto e mai voluto.
Con queste  parole il capo di Stato Russo, lancia una forte critica alla nostra amministrazione politica, ma quello che fa riflettere sono anche le parole rivolte verso il popolo, persone comuni che hanno il potere di fermare tutto ciò e far si che il nostro Paese torni a fasti di un tempo.